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Abitudini alimentari, carattere e metabolismo

Abitudini alimentari sbagliate e bambini obesi sono tra i problemi più frequenti che affliggono le mamme. Sarà questione di metabolismo o bastano piccoli accorgimenti per far crescere sano e forte il nostro bambino?

 

Già in età pediatrica, soprattutto nel primo anno di vita, l’alimentazione risulta essere correlata con lo stato di salute dell'adulto. Come abbiamo già anticipato nel nostro articolo sull'allattamento al seno, assicurare al bambino nei primi mesi di vita un contatto materno, non solo in senso affettivo, ma anche alimentare, è molto importante.

L’allattamento al seno ha un ruolo fondamentale nella relazione madre-bambino, favorisce una migliore funzionalità intestinale, aumenta le difese immunitarie nel bambino e regola naturalmente l'apporto energetico proteggendo il bambino dal rischio di obesità.

 

Come spiega la nostra nutrizionista Chiara Costanza, «il latte materno è la scelta più appropriata in quanto è associato a minori livelli d'insulina ed IGF (conosciuto come somatomedina o IGF-1,  un ormone di natura proteica con una struttura molecolare, simile a quella dell'insulina, che riveste un ruolo importante nel processo di crescita del bambino) con conseguente riduzione nel differenziamento degli adipociti (cellule fisse del tessuto connettivo che sintetizzano, accumulano e cedono lipidi, grassi)».

 

Alcuni genitori oggi, per stanchezza o per abitudine, favoriscono atteggiamenti disadattativi nei figli. Non si dovrebbe consentire di guardare la tv durante i pasti, perché li distrae e li isola. Non è corretto che i bambini mangino prima degli adulti, da soli, perché li priviamo della possibilità di condividere un momento familiare. Dovremmo evitare di proporre ripetutamente un alimento perché si stancheranno e tenderanno a rifiutarlo, ma allo stesso tempo non bisogna limitarsi a cucinare soltanto i loro cibi preferiti. Infine, dovremmo fare fa attenzione a  rispettare gli orari con 5 pasti al giorno ed eliminare, o quanto meno ridurre al minimo, l'uso di bibite zuccherate e merendine confezionate.

 

Utilizzare il cibo come ricompensa o associarlo a situazioni emotive potrebbe creare un rapporto distorto del bimbo con il cibo stesso inducendolo a mangiare non soltanto quando ha fame. «Un genitore che incoraggia continuamente un bambino a mangiare, spiega la dottoressa Costanza, ostacola il corretto sviluppo del suo meccanismo di autoregolazione».

 

Tutto questo incide sul carattere del bambino con il rischio di preferire il mondo fantastico dei cartoni animati rispetto alla realtà da condividere in famiglia. La mancanza di attività fisica e abitudini alimentari corrette riduce l’attività metabolica del bambino ponendo le basi per obesità e malattie del metabolismo.

 

Cosa fare per migliorare le abitudini alimentari del bambino?

«Innanzitutto - sottolinea la dottoressa Costanza - provare a riconoscere i propri errori e correggerli. Coinvolgere di più il bambino facendo conoscere il cibo, cucinando insieme, se possibile. Piccoli accorgimenti e un po’ di fantasia in tavola stuzzicheranno l’appetito del vostro bambino: basterà arricchire le pietanze con colori e odori, rendendo il piatto più appetibile e divertente».

 

Se il piccolo non mangia un alimento in particolare, provate a servirlo combinato con altro. Ad esempio, se non ama le verdure, potreste preparare delle appetitose polpette di spinaci, come indicato nella nostra ricetta. Potrete utilizzare anche le erbe aromatiche per insaporire i piatti.

Fate del pasto un momento conviviale e a merenda preparate una torta fatta in casa o un frullato di frutta, più salutari di prodotti industriali. Infine, soprattutto nei primi anni di vita, evitate sale e zuccheri in eccesso e non fate abuso di dolci, succhi e patatine.

 

 

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