Mondo mamma
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Allattamento, madri alla pari al fianco delle neomamme

L’allattamento del proprio figlio, una pratica naturale e fisiologica ma ancora accerchiata da pregiudizi e tabù, che spesso ne disincentivano la diffusione. È soprattutto nei luoghi pubblici che è stigmatizzata o, quanto meno, poco tollerata

In Sicilia il numero delle donne che scelgono l’allattamento esclusivo al seno nei primi mesi del figlio/a è inferiore rispetto alla media nazionale. Dai dati forniti dall’assessorato regionale alla Sanità, si evince che nell’Isola la prevalenza di donne che hanno allattato almeno una volta nella vita è pari al 71% e la durata media dell’allattamento risulta di 3,5 mesi. In Italia invece il valore è cresciuto. È stata infatti stimata una prevalenza dell’81,1% nel 2005 e dell’85,5% nel 2013, accompagnata ad un aumento anche della durata media d’allattamento con un valore nazionale pari a 4,1 mesi.

 In Sicilia, insomma, i tassi di prevalenza sono ancora bassi, tanto che l’assessorato regionale alla Sanità ha pubblicato un decreto che avvia l’azione di promozione con lo scopo di incrementare sia il numero delle madri che allattano  sia la durata dell’allattamento, seguendo le linee guida nazionali. 

La promozione dell’allattamento materno è una priorità per la salute pubblica e il latte materno è largamente raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), come alimento esclusivo nei primi sei mesi di vita del neonato ed è suggerito fino ai due anni se il bambino si dimostra interessato e se la mamma lo desidera. 

Tra pregiudizi, cattiva informazione e paura di non farcela, succede che molte donne rinunciano. Promuovere la cultura dell’allattamento materno, sostenendo e aiutando le giovani madri, è l’obiettivo di un gruppo di mamme alla pari dell’associazione L'ARTE DI CRESCERE, che a Palermo ha dato vita a gruppi di mutuo aiuto per diffondere la pratica, sostenendo altre donne.

L’allattamento è soprattutto una relazione intima che si instaura col proprio figlio, una forma di comunicazione unica, fatta di odori e contatto fisico, pelle a pelle”, spiega Marika Gallo, volontaria dell’associazione. “Una pratica che va difesa e diffusa e per la quale serve personale adeguatamente formato che supporti le donne già in gravidanza”. 

 L’allattamento materno una pratica oggi in calo. Perché? 

I motivi sono molti. Da un lato, ci sono interessi commerciali che stanno alla base dei messaggi che ne disincentivano la diffusione. Mi riferisco alle operazioni di marketing delle aziende che producono prodotti sostitutivi del latte materno. Dall’altro, c’è certamente una cattiva informazione, nonché il timore o l’ansia delle neomamme di non essere in grado di portare a termine l’allattamento in modo corretto. È per questo che riteniamo sia fondamentale un punto di svolta culturale. 

Nei luoghi pubblici? Raro vedere una mamma che allatta in pubblico…

Infatti, l’allattamento è ancora relegato all’ambito domestico e privato. All’esterno, nei luoghi pubblici, vigono stereotipi e pregiudizi di un ipocrita pudore. Significativi alcuni episodi di cronaca. L’ultimo, il più recente, è avvenuto qualche settimana fa a Palermo, quando una donna, Giusy Tempesta, è stata richiamata dall’autista mentre allattava il suo bebè sul tram, durante un servizio fotografico a sostegno della campagna nazionale a favore dell’allattamento nei luoghi pubblici. Il conducente si era detto preoccupato.  Una richiesta nata dalla preoccupazione che l’atto naturale dell’allattamento avrebbe potuto non essere accettato da alcuni passeggeri. In quel caso, c’è stata una risposta immediata dal Comune e dall’Amat (società che si occupa del trasporto pubblico urbano, ndr), attaccando in tutte le vetture gli adesivi con su scritto lo slogan “La mamma che allatta è la benvenuta”.

Quali sono le vostre azioni per promuovere l’allattamento?

Sostegno, protezione e promozione sono le tre strategie che riteniamo valide per sensibilizzare la società. Azioni che sono l’una legata all’altra. Sostegno = aiutare e preparare le neo-mamme ad allattare il proprio figlio è uno dei compiti principali dei nostri gruppi di mutuo-aiuto, durante i quali le giovani madri apprendono da altre donne come allattare, ma soprattutto ricevono accompagnamento da parte di facilitatrici e peer counsellor, che passo dopo passo le sostengono nelle varie fasi dell'allattamento rinforzando la loro fiducia nelle proprie competenze materne. Non si tratta di meri consigli tecnici ma di un lavoro complessivo avviato con la donna, che coinvolge anche la sua sfera emotiva e relazionale nel  suo rapporto col figlio. 

Quali sono i benefici dell’allattamento materno?

In generale, parlare di benefici è riduttivo. Di certo, è positivo per la salute della mamma, perché gli studi confermano che nelle donne che hanno allattato si registra una minore predisposizione al cancro ovarico o al seno. Non solo, anche per il bambino, perché lo protegge da eventuali malattie autoimmuni e metaboliche. In generale, il corpo della donna è predisposto ad allattare e quello del neonato a ricevere il latte materno. È fisiologico. Al di là dell’aspetto biologico, esso è soprattutto una forma di relazione e comunicazione unica tra mamma e figlio, fatta di odori, calore fisico e vicinanza. È importante per esempio aiutare le mamme a interpretare il loro corpo ma anche i segnali lanciati dal piccolo. Il supporto di personale formato e preparato, soprattutto in ambito ospedaliero è fondamentale.  Il decreto dell’assessorato regionale alla Sanità, per esempio, punta proprio sulla formazione degli operatori: cioè pediatri, ginecologi, psicologi. Ma molto rimane da fare nel versante della protezione dell'allattamento da interessi commerciali che ne ostacolano la diffusione.

Come preparate le donne all’allattamento?

Noi mamme alla pari non insegniamo tecniche, ma stiamo accanto alle madri per sostenerle e incoraggiarle fornendo qualche consiglio pratico laddove serva, in questo modo favoriamo l'empowerment delle mamme. Fornire alle neomamme troppe informazioni può essere controproducente, l'importante è rafforzare la fiducia in se stessa e quella del bimbo nei confronti della mamma, il resto viene da sé. In poche sanno, per esempio, che spesso le ragadi al seno sono causate, non tanto dall’allattamento, quanto da una cattiva gestione della postura del bimbo. Abituate a vedere bambini alimentati al biberon sin dall'infanzia, tendiamo a tenere i bambini in braccio rivolti verso l'esterno costringendoli a ruotare la testa per attaccarsi al seno, in questo modo ne favoriamo una cattiva presa sul seno della mamma con conseguente dolore e scarsa emissione di latte. Altrettanto importante, la dimensione psicologica della mamma, spesso impaurita da un’ansia di prestazione che la porta a rinunciare all’allattamento. 

Avete aderito alla campagna nazionale “Ovunque lo desideri”. Cosa prevede?

Attualmente in Italia non c’è alcuna legge che vieti l’allattamento in pubblico, ma esiste, in concreto, la diffusissima discriminazione che spinge le mamme ad allattare lontane dallo sguardo dei passanti. Dunque, relegandolo a una dimensione privata e domestica. Con tutti i disagi quotidiani che questo comporta per una donna moderna.  A sostegno dell’allattamento nei luoghi pubblici è nata una petizione online (https://www.change.org/p/governo-italiano-allattamento-è-ovunque-lo-desideri/u/20010797)  denominata #ovunquelodesideri – che ha già raggiunto 30mila firme -, sia per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa grave discriminazione, sia per chiedere all’organo legislativo italiano l’approvazione di norme specifiche di tutela. L’obiettivo insomma è che si crei una coscienza che riconosce l’allattamento il modo normale di nutrire e accudire i bambini.  Durante la Festa della mamma in contemporanea nazionale, una grande campagna di sensibilizzazione sul tema ha coinvolto migliaia di famiglie e operatori con diversi eventi: il flash mob e il convegno nazionale “Allattamento è… ovunque lo desideri”, promosso da Raffaella Sottile presso la Marconi International University di Roma, che per l’occasione ha anche istituito un Premio e offerto delle borse di studio per le giovani mamme. Il convegno a cura dell’associazione culturale Latte&Coccole “Accogliere la nascita”, focalizzato sull’importanza dei primi giorni, l’avvio dell’allattamento e l’empowerment femminile. Infine il convegno “Corpi Materni”, promosso dal nostro gruppo di sostegno alla pari dell’associazione “L’Arte di Crescere” di Palermo incentrato sui messaggi trasmessi dai mass media e negli ambienti scolastici in relazione all’immaginario legato al corpo delle donne, alla nascita e all’accudimento.

Per le future e neomamme: "L'Arte di Crescere" di Palermo ha un gruppo pubblico du Facebook: Gruppo di sostegno alla pari dell'associazione "l'Arte Di Crescere"  @lartedicrescere 

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