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Anestesia per il parto

 La visita anestesiologica


 

La partoanalgesia è una procedura che comprende diverse tecniche anestesiologiche che hanno il fine di eliminare o ridurre il dolore durante il travaglio di parto.

 

La partoriente ha un primo contatto con la nostra equipe, ginecologo anestesista ostetrica, attraverso il corso di preparazione al parto che prevede otto incontri, dalla 30° alla 38°settimana di gestazione.

 

L’ incontro con l'anestesista avviene dopo la 34° settimana ed alle partorienti, durante il colloquio, vengono illustrate tutte le tecniche anestesiologiche per il controllo del dolore da parto, le modalità di esecuzione, le controindicazioni, i possibili effetti collaterali e le complicanze.

Indipendentemente dalla scelta di sottoporsi o meno ad una analgesia per travaglio di parto, la visita anestesiologica, alla 38° settimana della gravidanza, è un momento importante, perché consente all’anestesista la valutazione degli esami ematochimici completi (emocromo, coagulazione, sierologia e markers virali), dell’ elettrocardiogramma, della documentazione di eventuali patologie e dello stato clinico della gravida e fornisce ulteriori informazioni alla gestante, chiarendo eventuali perplessità o pregiudizi.

Tecniche anestesiologiche

Durante il travaglio di parto, le contrazioni dell’utero, le prime poco dolorose e distanziate tra loro, diventano sempre più dolorose e frequenti fino alla nascita del bambino.

Tali contrazioni consentono la progressione del bambino dall’utero all’esterno. Con la partoanalgesia è possibile alleviare il dolore delle contrazioni uterine e quindi l’intero travaglio senza interferire con il parto.

La partoanalgesia viene sempre eseguita da un anestesista-rianimatore dopo un consenso della partoriente e soprattutto su indicazione del ginecologo e può essere effettuata per via intramuscolare, endovenosa, epidurale, spinale e spino-peridurale.

 

Analgesia per via intramuscolare o endovenosa

Viene effettuata con i farmaci oppioidi. Anche questa tecnica è sicura ma determina un relativo trattamento del dolore da parto perché può essere effettuata soltanto in prossimità del periodo espulsivo, al massimo un’ora prima del parto, per evitare effetti collaterali nel neonato come depressione respiratoria e sedazione. Possibili effetti collaterali sulla madre sono nausea e vomito.

 

Analgesia epidurale

Rappresenta la tecnica più efficace per controllare il dolore da parto e può essere effettuata già ad inizio travaglio permettendo alla futura mamma di collaborare attivamente alla nascita. L’analgesia epidurale produce un senso di intorpidimento delle gambe che saranno tuttavia libere di muoversi.

La tecnica epidurale prevede l’infiltrazione con anestetico locale della cute del tratto lombare e l’inserimento di un catetere epidurale .

La partoriente può affrontare il travaglio più serenamente, non soffrendo per il dolore delle contrazioni. Infatti l’effetto dell’analgesia viene prolungato per tutto il travaglio tramite l’infusione di anestetico locale attraverso un catetere, senza bisogno di fare altre punture. Dopo qualche ora dalla fine del parto, il catetere peridurale viene rimosso.

 

Analgesia spinale

Talvolta se il travaglio è già avanzato, soprattutto nelle pluripare, si effettua l’analgesia spinale con una singola iniezione senza introdurre il catetere. Questa tecnica viene effettuata in modo molto simile all’epidurale ma i farmaci vengono iniettati nel liquor subaracnoideo, ne consegue un‘analgesia più rapida, quasi immediata, che ha una durata di circa 150 min.

Talvolta si uniscono le due tecniche effettuando la spino-epidurale per ottenere un’analgesia immediata ed illimitata.

Queste tecniche non sono dolorose per la partoriente, non causano alcuna alterazione al neonato e permettono alla mamma di allattare subito dopo il parto in modo assolutamente fisiologico.

 

Controindicazioni assolute:

- Rifiuto della paziente

- Presenza di patologie della coagulazione note alla partoriente o alterazione dei parametri emocoagulativi

- Sepsi

- Terapia con anticoagulanti, trobolitici, fibrinolitici, antiaggreganti

- Stato di shock

 

Controindicazioni relative:

- Malattie del midollo spinale

- Infezioni locali (foruncolo, ascesso,acne in fase attiva, ecc.) o sistemiche

 

Complicanze

- Cefalea: è un evento raro e che si risolve nella maggior parte dei casi in circa 1 settimana con adeguata

terapia.

- Radicolopatia: infiammazione di una o più radici nervose del midollo spinale con dolore e parestesie

(formicolio) all’arto interessato. E’ un evento molto raro e che si risolve nella maggior parte dei casi in

circa una settimana con adeguata terapia

- Ematoma spinale epidurale: è un evento rarissimo, è una raccolta di sangue che può determinare

compressione del midollo. In questi casi si richiede un immediato intervento neurochirurgico per evitare

ulteriori complicanze..

- Dolore in sede di puntura: di tipo puntorio (scompare di solito nell’arco di poco tempo), è un evento raro.

- Lombalgia: a volte presente dopo il parto, non è quasi mai riferibile alla anestesia epidurale o spinale in

quanto si riscontra con la stessa incidenza nelle donne che hanno partorito senza analgesia e sembra legata

alla dinamica del parto stesso

- Altre possibili rare complicanze possono essere: nausea, vomito, brivido e prurito.

 

Conclusioni

Molte partorienti riescono, se ben preparate, a controllare l’ansia e la paura legate al parto ed a controllare la percezione del dolore durante il travaglio.

Per altre, invece, il dolore può rappresentare una difficoltà in più e un motivo di ridotta serenità al momento del parto stesso.

Con la parto analgesia la futura mamma trascorrerà in serenità le ore del travaglio controllando il dolore efficacemente e partorendo in modo naturale e spontaneo.

Dott. Aldo Chiappone


Anestesista animatore

Ospedale Civico e Benfratelli G.di Cristina e M.Ascoli

Palermo

 

 

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