Mondo mamma
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Baby sitter sharing, la nuova tendenza

Anche in Italia, seguendo un trend già diffuso in tutto il mondo, cresce sempre di più la cultura della condivisione, o sharing economy: il fenomeno non riguarda più solo i settori più conosciuti (case, automobili e bicilette), ma è esteso anche a settori inerenti, per esempio, alla famiglia.

Una famiglia italiana su tre sceglie Il Baby Sitter Sharing . I genitori possono suddividersi le spese per l’assistenza dei bambini, risparmiando una somma considerevole. Al tempo stesso la condivisione consente alla baby sitter di poter chiedere un compenso proporzionalmente più alto, premiando così la responsabilità e la professionalità.

È proprio questo lo spirito della sharing economy: condividere anziché possedere, condividere di più grazie a Internet, creando valore aggiunto per tutti. Condivisione dell’auto, dell’appartamento, delle esperienze e delle competenze, che esplodono in rete e diventano alla portata di tutti grazie ad un click.

Da Spaziomad a Palermo, anticipiamo le tendenze: da due anni presso il coworking spazioMAD dove ha sede anche la nostra redazione è attivo il servizio di baby sitter sharing tra le mamme che usufruiscono degli spazi di lavoro.

Sitter-Italia ha condotto un’indagine che sembra confermare come anche in Italia, cresce sempre di più un trend già diffuso in tutto il mondo: la cultura della condivisione, o sharing economy. L’indagine svolta su un campione di oltre 450 genitori selezionati all’interno dei paesi europei, vede al primo posto la Norvegia: addirittura il 41% dei genitori trova naturale condividere con altre famiglie la baby sitter, risultando il paese più incline ad aderire alla formula del “baby sitter sharing”. In Finlandia e Danimarca la percentuale si mantiene allo stesso modo alta (37,50%).

Al terzo posto troviamo sorprendentemente l’Italia: addirittura il 34% sarebbe disposto a pagare leggermente di più la baby sitter, lasciando spazio alla possibilità di prendere in considerazione formule più vantaggiose quali il baby sitter sharing. A seguire Spagna (30%) e Olanda (29%) con le percentuali più basse.

Photo: Mike Palazzotto

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