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Barbapapà, la serie televisiva educativa e divertente

I Barbapapà nascono come una serie a fumetti creata a Parigi nel 1970 da Annette Tison, architetto e designer, e suo marito Talus Taylor, professore di matematica e biologia.

 

Dal fumetto è stata ricavata quattro anni dopo una serie televisiva giapponese d’animazione, che nel 1976 è arrivata anche in Italia.

 

Barbapapà è per la precisione il nome del protagonista della serie, il padre, denotando poi per estensione tutta la famiglia. Questo nome deriva dall’espressione francese Barbe à papa, che vuol dire “zucchero filato”. Difatti, quella dei Barbapapà è una famiglia molto particolare: i due genitori e i sette figli sono degli esseri gommosi, colorati e capaci di mutare forma a loro piacimento.

 

Tutto comincia quando dal terreno del giardino di Carlotta e Francesco, due bambini appartenenti a una normale famiglia di provincia, nasce Barbapapà, una strana creatura alta quanto la casa. Gli adulti, spaventati da questo enorme ammasso rosa, lo emarginano. Solo i bambini gli danno fiducia. Col tempo però, grazie alle sue dimensioni che gli permettono di rendersi utile in molte occasioni, anche gli adulti imparano ad accettarlo, dando un valido esempio al pubblico infantile che li guarda da casa di come la diversità sia spesso un valore e non qualcosa da temere o addirittura da emarginare o vessare.

 

A questo punto, quello che manca a Barbapapà è una Barbamamma. Così intraprende un viaggio per il mondo all’interno di una roulotte, in cui entra a malapena, trainato dalle bici di Carlotta e Francesco alla ricerca di una compagna da amare. Purtroppo però questo viaggio risulta fallimentare e Barbapapà e i suoi due piccoli amici ritornano a casa.

Inaspettatamente, proprio dallo stesso giardino nasce anche la Barbamamma e dalle loro uova deposte in quello stesso terreno nascono anche i loro sette figli: Barbottina, arancione, è l’intellettuale della famiglia; Barbabravo, blu, è uno scienziato; Barbazoo, giallo, ama gli animali e le piante e conosce tutti i loro segreti; Barbabarba è nero e spelacchiato, è l’artista di casa; Barbabella, viola, sostiene di essere la più bella della famiglia, è molto vanitosa e indossa sempre profumi e gioielli; Barbalalla, verde, è una musicista amante del verde; infine, Barbaforte, quello rosso, è lo sportivo di casa, ma si atteggia anche a detective.

 

Non c’è nessun problema che questa straordinaria famiglia non possa risolvere, grazie al fatto che possono tutti cambiare forma a loro piacimento (il loro motto è ormai famosissimo: “Resta di stucco, è un barbatrucco!”) e grazie anche alla loro potente forza d’immaginazione. Non si tirano mai indietro quando è il momento di offrire il loro aiuto e lo fanno sempre in buona fede e con estrema gentilezza. Soprattutto quando si tratta di problematiche ecologiche.

 

Puntate brevi ma efficaci, disegni semplici ma di grande fantasia. I Barbapapà hanno un alto valore educativo ma sono anche divertenti. E’ una serie veramente piacevole da seguire, di gran qualità.

 

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