Mondo mamma
168

Bebè prematuri, i neonatologi: «Sì ai genitori nelle Terapie intensive h 24»

Ogni anno in Italia vengono al mondo circa 32mila neonati pretermine, cioè nati prima della 37esima settimana di gestazione: si tratta del 6,7% di bebè dati alla luce. Sono i dati, relativi all'anno 2016, forniti dalla Società italiana di Neonatologia in occasione della Giornata mondiale della Prematurità, che ricorre venerdì 17 novembre.

 

Un esercito di piccoli prematuri che "si affacciano al mondo con più difficoltà rispetto ai nati a termine, non avendo ancora maturato del tutto organi e apparati e non essendo ancora pronti ad adattarsi alla vita fuori dal grembo materno", spiega la Sin. In particolare quelli più piccoli, chiamati “molto pretermine” o “estremamente pretermine”, rispettivamente sotto le 32 o le 28 settimane di gestazione, circa lo 0,9% sempre secondo le stime, risultano i più problematici.

 

I prematuri non sono tutti uguali

I prematuri insomma non sono tutti uguali. "Necessitano di un’assistenza tanto maggiore quanto più bassa è la loro età gestazionale, con un approccio individualizzato delle cure, più o meno impegnative a seconda dei casi": è l'appello che lanciano i neonatologi della Sin. "È chiaro che i nati pretermine hanno bisogno della migliore assistenza e questa necessità si traduce in un impegno dei medici, dei genitori ed anche del sistema sanitario".

 

Passi avanti sono stati fatti, questo è certo. Basta considerare che la percentuale di mortalità nei prematuri di peso inferiore a 1500 grammi è passata da oltre il 70% negli anni ’60 a meno del 15% circa negli anni 2000 e quella dei neonati di peso inferiore ai 1000 grammi è diminuita da oltre il 90% a meno del 30% nello stesso periodo. Eppure, "bisogna tenere sempre alta l’attenzione nei confronti di questi neonati che presentano un aumentato rischio di

sviluppare complicanze respiratorie, metaboliche, infettive e sequele neuromotorie, cognitive e sensoriali, soprattutto nei nati alle età gestazionali più basse (EG < 28 settimane)", spiega la Sin.

 

Cosa fare allora? Le proposte della Sin

 

. Punti nascita

Per garantire la migliore assistenza possibile a questi piccoli il primo passo dovrebbe essere "ridurre il numero di punti nascita, a favore di quelli di più grandi dimensioni, così da aumentare gli standard di sicurezza anche per le nascite pretermine - sostiene la Sin -. In Italia, a oltre 6 anni dalla riorganizzazione della rete neonatale, tanti bambini nascono ancora in centri nascita non adeguati, dove avvengono meno di 500 parti all’anno. Occorre riorganizzare la rete dei Punti Nascita nel nostro Paese con l’obiettivo di migliorare la sicurezza per le donne ed i neonati al momento della nascita".

 

. Genitori nelle Terapie intensive neonatali 24 ore su 24

Fondamentale è, aggiungono i neonatologi, garantire ai genitori l’ingresso nei reparti di Terapia intensiva neonatale 24/24 h.
Lasciare libere le mamme di stare a contatto col proprio bambino è importante non solo per promuovere l’allattamento al seno, ma anche per favorire lo sviluppo neurologico del neonato e consolidare il rapporto madre-figlio, ad esempio attraverso la Kangaroo care.

 

. Incentivare la Kangaroo Care

"Questa pratica - spiegano gli esperti Sin - consiste nel mettere il piccolo, nudo, sul seno della mamma o sul petto del papà, a diretto contatto con la pelle. Un semplice gesto che ha molti vantaggi: garantisce la regolazione della temperatura e del respiro, migliora il suo livello di ossigenazione e ha un'influenza positiva sul suo sviluppo neurologico. Inoltre, questo crea un legame intenso che ha un impatto fortissimo sul piano psicologico di madre, padre e neonato.

 

. Promuovere l'allattamento al seno

Dalla collaborazione tra la SIN, il Tavolo tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell’allattamento al seno (TAS), operativo presso il Ministero della Salute, e l’associazione Vivere Onlus, è stato redatto il documento “Promozione dell’uso del latte materno nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale e accesso dei genitori ai reparti”. Il documento raccomanda di favorire l’ingresso dei genitori nelle TIN, con lo scopo di sensibilizzarli sui

vantaggi che l’allattamento materno e la loro presenza accanto al bambino comportano sulla salute del neonato, sia dal punto di vista nutrizionale che affettivo-psicologico.

 

. Migliore qualità delle Tin per ridurre il dolore dei neonati

A differenza di quanto si pensava un tempo, ormai si è ben consapevoli del fatto che anche i neonati prematuri sono in grado di percepire dolore. Per questo negli ultimi anni i reparti di terapia intensiva neonatale si impegnano a migliorare la qualità della vita dei piccoli ospiti attraverso una serie di cure finalizzate a ridurre al minimo le sensazioni dolorose a cui il bambino può essere sottoposto. La presenza dei genitori, delle braccia della mamma è fondamentale.

Alcuni reparti ricorrono a musiche dolci diffuse nell'incubatrice o a riprodurre la voce registrata della mamma. Le incubatrici oggi sono ben più confortevoli del passato e contribuiscono a creare attorno al piccolo un ambiente senza rumori e con luci soffuse.

Autore: