Cinema e Tv
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Camilla Store

Negli anni novanta per le bambine c’era “Gira la moda”, un gioco in cui si ruotavano modelli di vestiti in rilievo, si ricalcavano col gessetto nero e si coloravano coi soliti quattro pastelli che poi si perdevano tra i cuscini del divano e il resto della casa. Oppure ci si limitava a copiare le ragazze di Non è la Rai o di Beverly Hills 90210 percependole comunque come modelli inarrivabili.

Ora le ragazzine tra gli undici e i tredici anni (ma probabilmente anche quelle più piccole) hanno a disposizione un vero e proprio programma televisivo supportato ovviamente da un sito internet e da un blog, in cui Fiore Manni, una ragazza di ventidue anni aspirante stilista o disegnatrice di fumetti, aiuta loro a crearsi un proprio stile.

 

Camilla Store va in onda praticamente ogni giorno, più volte al giorno, su Super!, il canale della De Agostini (Sky 625) coprodotto con Magnolia.

 

Fiore è nipote di Duccio Tessari, uno padri del western all’italiana, regista di Una pistola per Ringo, Il ritorno di Ringo e tanti altri, nonché co-sceneggiatore del film Per un pugno di dollari diretto da Sergio Leone. La mamma di Fiore invece recita in Un posto al sole interpretando la professoressa Trevi. Suo padre è Alberto Manni, regista televisivo di Sei forte, maestro, Vento di Ponente e tanto altro ancora. Infine, sua sorella ha vinto un premio come migliore doppiatrice debuttante per L’Eleganza del riccio.

Fiore, che nella vita invece vorrebbe fare la stilista, concilia la tradizione televisiva di famiglia e il suo sogno aiutando le ragazzine a crearsi i propri abiti e capire così quale sia il proprio look.

Ogni settimana porta in giro una delle sue spettatrici per osservare tagli, colori e particolarità per poi tornare in studio e cominciare a realizzare i modelli: Fiore disegna un figurino e insieme alla sua fan stabiliscono tutti i dettagli, dalla posizione di un bottone a un eventuale stencil.

 

In un’intervista rilasciata a Vanity Fair racconta che ovviamente non tutte le ragazzine che cercano il suo aiuto sono perfette, ma che il bello è proprio questo: poterle guidare nella ricerca di un proprio stile che sia personale e unico aldilà dei dettami spesso crudeli di quello che passano le firme.

Il suo target infatti è costituito da quelle che non sono più bambine ma neanche ragazze, insomma in qualche modo le più insicure e fragili che non sanno ancora quale possa essere il modo di vestirsi che più le rispecchia e in cui sentirsi estremamente a proprio agio.

 

L’intento è molto positivo: stimolare la creatività delle bambine educandole a non essere vittime di uno shopping spersonalizzante e compulsivo.

 

 

 

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