Mondo mamma
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Congedo parentale più lungo con il jobs act

Fantastiche novità dal governo italiano per tutte le mamme lavoratrici: aumenta il periodo del congedo parentale facoltativo e ci sono nuove opportunità che consentono di trascorrere più tempo con il proprio bambino, pur mantenendo il lavoro e lo stipendio.

Queste novità, approvate dal Consiglio dei Ministri, entreranno in vigore il giorno dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale - quindi tra pochissimi giorni - ma sono soltanto in via sperimentale. Le misure si applicano solo per l'anno 2015 e per le sole giornate di astensione riconosciute nell'anno medesimo. Dunque per godere di questi benefici anche per gli anni successivi servono altri decreti legislativi con la relativa copertura finanziaria (104 milioni gli oneri valutati per il 2015).

 

Ma vediamo nello specifico tutte le novità previste dal decreto legislativo del Jobs act sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

- CONGEDO RETRIBUITO AL 30% FINO A 6 ANNI BAMBINO. Si prevede che sino al sesto anno di età del bambino (invece del terzo previsto fino ad oggi), le lavoratrici ed i lavoratori abbiano diritto di fruirne con l'indennità pari al 30% della retribuzione. Tra gli impegni - non contenuti per ora in norme - c'e' quello di valutare l'estensione anche per i bambini che superano i sei anni, ma solo per le famiglie più povere.

 

- CONGEDO NON RETRIBUITO FINO A 12 ANNI BAMBINO. Si estende dagli 8 anni ai 12 anni di vita del bambino l'arco temporale di fruibilità del congedo parentale non retribuito (la cui durata resta comunque invariata a 6 mesi per il genitore, che sale a 10, estendibili a 11 mesi nella coppia). Queste novità valgono anche nei casi di adozione e affidamento.

 

- POSSIBILITÀ PART-TIME AL 50%. In assenza delle determinazioni contrattuali, ciascun genitore può scegliere la fruizione del congedo parentale su base oraria (anziché giornaliera), "in misura pari alla metà dell'orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente" all'inizio del congedo parentale. In caso di fruizione oraria è esclusa la cumulabilità con permessi o riposi. La possibilità di utilizzare il congedo parentale ad ore era già stata prevista dalla legge di stabilità del 2013 ma era di fatto rimasta nel cassetto perché la stessa rinviava alla contrattazione collettiva di settore il compito di stabilire le modalità e criteri. E, ad oggi, soltanto pochi contratti l'hanno regolamentata. Qui viene indicato il criterio di calcolo.

 

- MATERNITÀ OBBLIGATORIA ANCHE OLTRE 5 MESI SE PARTO PREMATURO. I giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta, sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto anche qualora la somma dei due periodi superi il limite complessivo di cinque mesi. Questo va incontro soprattutto ai casi di parti molto prematuri.

 

- SCENDE DA 15 A 5 GIORNI TERMINE PREAVVISO A DATORE LAVORO. Si riduce da quindici a cinque giorni il periodo minimo di preavviso per l'esercizio del diritto al congedo parentale da comunicare al datore di lavoro - ferma restando l'ipotesi (già vigente) che i contratti collettivi contemplino un termine più ampio - e si introduce, per l'ipotesi di fruizione su base oraria, un termine minimo di preavviso di due giorni.

 

- TELELAVORO. Per incentivare il ricorso al telelavoro per 'cure parentali', si prevede un beneficio normativo per i datori di lavoro privati: ossia escludendo questi lavoratori dal computo di limiti numerici previsti per l'applicazione di previsioni normative legate alla base occupazionale.

 

[fonte Ansa]

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