Mondo mamma
430

Da linea a tondo

 

Trovo molto ironico che il test di gravidanza indichi la positività con una linea sottile sottile e verticale. Complimenti davvero ai visual del prodotto! Una linea flebile verticale per indicare che da quel momento in poi sarà l’unica linea che vedrai visto che tu e la tua silhouette per i successivi nove mesi inizierete a lievitare raggiungendo una forma paffuta e tonda.

 

I Primi mesi di gravidanza stai li a guardarti allo specchio del bagno, del centro commerciale, dell’ufficio, del treno per vedere ogni singolo rigonfiamento intorno all’ombelico, anche se semplicemente la sera prima ti sei scofanata 200 gr di pasta.

 

I primi mesi quando ancora nemmeno lui, il feto, sa di esserci, tu compri i primi pantaloni premaman perchè “non è che si vede ma mi sento stringere”. Il seno si ingrossa all’inizio e il ventre non tanto, il prezzo da pagare per le nausee iniziali sembra accettabile visto il nuovo decoltè che avanza.

 

 

Passano i mesi e avviene l’inevitabile sorpasso fino a non riuscire nemmeno più a vedersi le dita dei piedi “Ehilà, c’è nessuno laggiù?!” Ogni sera vai di massaggi, pomate, creme, unguenti e olio, panate come le sogliole in attesa di essere fritte nella speranza che l’autostrada delle smagliature non solchi il vostro corpo fino ad allora, appunto, rappresentato da una flebile linea verticale.

 

Ti ritrovi lì tu e la tua rotondità a fare i conti con i vestiti nell'armadio ormai inservibili. Nessun periodo dell’anno è il migliore per terminare la gravidanza.

Partorirai in estate? “Uhh poverina, con il caldo ora vedi come ti gonfi!”

Partorirai a gennaio? “Uhhh poverina e ora come farai a comprarti un cappotto che ti entri? Non è meglio se ti avvolgi in un bel plaid?” No, grazie il plaid no. Ho una dignità da difendere.

 

Non c’è un buon momento insomma per vedere il proprio corpo mutato così drasticamente. Eppure, per la prima volta nella vita, per la prima volta da quando ho iniziato ad avere un briciolo di vita sociale, il mio corpo è passato in secondo piano. Non era più un semplice involucro, ma era diventato la casa di qualcuno, qualcuno che presto avrei amato e mi accingevo ad accogliere. Proprio come quando aspetti un ospite importante e a casa sistemi i cuscini, sbatti i tappeti, lucidi l’argenteria.

 

Alla fine accetti anche di sembrare una balena spiaggiata (ringrazio mio marito per avere sintetizzato perfettamente il concetto riferendosi a me il 15 di agosto allo scoccare delle 41 settimane di gestazione mentre ero spalmata sul divano) perchè durante la gravidanza, si sa, il corpo cambia e si accettano serenamente le sue mutazioni.

 

Eppure, guardando la tv, il dubbio ti rimane sempre: ma io e la Hunziker, apparteniamo davvero alla stessa specie biologica?

 

 

 

Autore: