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Dai selfie alle sigle, nasce il dizionario del gergo giovanile

Dai selfie alle sigle, passando "dalla a di ammucchiarsi alla z di zaccagnata", con l'immancabile "WhatsApp". Si propone come un enorme contenitore di lemmi giovanili, destinato a giovani e adulti, "Slangopedia", il nuovo vocabolario firmato Maria Simonetti che ha racchiuso 15 anni di lavoro sui vocaboli segnalati dai lettori nella pagina omonima del sito dell’“Espresso”. Ben 1200 vocaboli e modi di dire dei teenager.

Un'impresa non semplice dal momento che i vari gerghi si differenziano spesso anche in base alla fascia d'età ma soprattutto a quella geografica. Sono infatti più di tre milioni i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni che ogni giorni navigano sul web, scambiandosi messaggi stracolmi di modi di dire. Il tutto tramite i mezzi di comunicazione più svariati: dall'ipod allo smartphone, passando per i nuovissimi apple watch fino ad arrivare ai più classici portatili.

Comunicare, sebbene soprattutto davanti a uno schermo, è diventata per tutti sempre di più una necessità. Per essere veloci e arrivare il prima possibile, i giovani inventano ogni giorno parole che spiegano, in modo diretto e rapido, concetti altrimenti troppo astrusi e lunghi. Maria Simonetti non ha fatto altro che studiarli in modo approfondito e raccoglierli.

C'è il linguaggio usato per descrivere il sesso (domopack o carniforare) e quello delle droghe (paparina o bob marley). C'è il "texting language", il linguaggio degli "Short message" con parole abbreviate, raddoppiate e invertite (bro per brother). Ci sono sigle, acronimi (Lol per "sbellicarsi dalle risate") e formule icastiche e associazioni di idee (mi cangura per mi rimbalza").

Può piacere e può non piacere, ma è indiscutibile il fatto che bisogna prendere atto delle innovazioni della lingua, soprattutto per capire i più giovani e non apparire ai loro occhi - per dirla con la Simonetti - dei T-Rex.

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