Mondo mamma
5999

Disabili. Rosa, mamma siciliana: con la mia invenzione ho salvato la vita di mia figlia

Amore, ingegno, forza di volontà e tanta voglia di lottare. Sono pochi ma significativi gli elementi chiave della storia che vi raccontiamo oggi.

Una storia di coraggio ha per protagonista la mamma di Rosaria – la signora Rosa Troia, un'insegnante trapanese di scuola primaria – che non si è arresa di fronte alla malattia della sua “bambina”. 

Rosa ha inventato (e brevettato) un'attrezzatura medica che ha permesso alla figlia disabile di essere oggi una splendida donna di 30 anni.

Rosaria è affetta sin da piccola da una forma di tetraparesi spastica bilaterale per la quale i medici le avevano dato poche speranze di vita. Dopo anni di busti e corsetti rigidi e dolorosi, è stata proprio la mamma a creare un presidio medico – chiamato “Unico” - che non solo la fa stare dritta in ogni momento della giornata, ma la rende autonoma nei movimenti, facendola respirare bene ed evitandole tutte le sofferenze del passato.

Il brevetto è arrivato nel 2010 e da allora la lotta di mamma Rosa si è concentrata sulle altre persone: l'obiettivo della signora infatti è aiutare chi ne ha bisogno e, per questo, lancia un appello affinché le aziende si facciano avanti per produrre la sua invenzione.

COME E' NATA L'IDEA DI INVENTARE "UNICO"?
“Tutto iniziò una ventina di anni fa, quando Rosaria aveva circa dieci anni. La bambina ha sempre utilizzato i classici corsetti statici in resina rigida. Parliamo di busti che sostengono il tronco evitando che oscilli a destra e a sinistra ma che, essendo rigidi, non permettono al soggetto di muoversi e di respirare bene perché contengono il corpo ma non lo sollevano. Già allora io cercavo di modificare questi presidi e, con la collaborazione di un'officina ortopedica, ho aggiunto ad esempio degli ascellari per tenere più sollevata Rosaria, anche se lei continuava a soffrire e a non respirare bene”.

QUANDO ARRIVA L'INTUIZIONE?
“La svolta arrivò mentre la bambina stava provando un nuovo sistema di postura. In realtà il presidio aveva la stessa funzione di quelli precedenti, ma era stato realizzato in modo diverso: la misura del corpo veniva presa con un sistema gonfiabile che, togliendo l'aria, modellava il calco in gesso in modo migliore. Decisi quindi di rifiutare quella nuova attrezzatura offerta dall'Asl perchè vedevo la mia bambina continuare a soffrire. Tornando a casa, però, nella mia mente è passato come un flash, come qualcosa che già c'era ma che dovevo realizzare. E da quel momento mi sono messa a creare...”

HA FATTO TUTTO DA SOLA?
"Sì, andavo in cantina, raccoglievo pezzi di passeggini, stoffe, spugne e altri materiali riciclati per cercare di adattare al meglio la struttura al corpo della bambina. Poi portavo il disegno a un centro di produzione divani di Castelvetrano e loro mi aiutavano con il taglio di stoffe e spugne.

CI DESCRIVE LA SUA INVENZIONE?
 “Unico nasce da un cubo svuotato in poliuretano con un piccolo telaio interno. Parliamo quindi di un solo pezzo morbido e avvolgente che aiuta il soggetto a sollevare il tronco, facendogli tenere una postura corretta e sostenendo la sua colonna vertebrale. Inoltre, grazie al telaio forato, questo sostegno evita la compressione della cassa toracica e riduce le crisi respiratorie e la tendenza al soffocamento”.

QUANDO ARRIVA IL BREVETTO?
L'idea è nata dal fidanzato che aveva all'epoca mia figlia. Era lui che continuava a dirmi che dovevo far vedere agli altri cosa ero riuscita a fare, anche perché sarebbe potuto diventare utile ad altre persone con gli stessi problemi di mia figlia. Da quello stimolo ho iniziato a scrivere lettere ad alcune aziende per cercare qualcuno che potesse produrre la mia invenzione. Ma, per essere credibile ai loro occhi e per dimostrare che quell'idea era davvero mia, serviva il brevetto. Così nel 2010 ho depositato la domanda e circa un anno dopo è arrivata al certificazione da parte del ministero”.

IN COSA CONSISTE IL SUO BREVETTO?
Io ho brevettato la funzione, non il materiale o il disegno. Mentre quello proposto dal mercato è un sistema che contiene il corpo impedendo che l'ammalato oscilli a destra e sinistra, il mio oltre al contenimento, solleva e avvolge. Questo sollevamento impedisce la chiusura della gabbia toracica, la deformazione della colonna e pertanto si evitano sia gli interventi chirurgici che i problemi respiratori, il paziente reagisce bene a bronchiti e alle infezioni. Tutto il sistema generale – fisico e psicologico - ne giova e ne trae beneficio”.

C'E' ANCHE IL SISTEMA PER IL LETTO...
 “Sì, il mio è un brevetto duplice. Uno è il presidio medico che si inserisce nel passeggino o in qualsiasi posto per fare stare dritto il soggetto, l'altro è composto da supporti ascellari girevoli che vengono utilizzati per il letto. Anche quando il bambino è coricato deve mantenere una postura corretta e il tronco non deve oscillare: gli ascellari sono regolabili in altezza e girevoli e si adattano al corpo del bambino”.

COME MAI NON C'E' ANCORA SUL MERCATO? 
“Purtroppo, anche in questi casi, la sfera economica precede quella del bisogno. Alle aziende non conviene inserire nel mercato qualcosa che lo andrebbe a danneggiare da un punto di vista economico. Attualmente sono in contatto con un'azienda distributrice che sta lottando per cercare qualcuno che produca Unico. Io sono disponibile a distribuirlo in tutta Italia e anche all'estero”. 

NELLA SPERANZA CHE IL SUO APPELLO VENGA ACCOLTO PRESO, CI TOLGA UN'ULTIMA CURIOSITA'. COME MAI IL NOME "UNICO"? 

“Unico perché io con questo ho fatto tutto, unico perché solleva, unico perché posso agganciarlo al letto, unico perché come lui non ce ne sono: è semplice, funzionale e costa poco”.

Autore: