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Frozen - Il regno di ghiaccio

Non è veramente Natale se non esce in sala un nuovo film della Disney.

E di fatti gli Studios a partire dal 19 dicembre ci regalano, dopo gli ultimi capolavori Rapunzel e Ralph Spaccatutto, la loro cinquantatreesima fatica: Frozen - Il regno di ghiaccio, ispirato alla favola del 1845 di Hans Christian AndersenLa Regina delle Nevi”.

 

Ambientato in un fiordo norvegese, il regno di Arendelle è vittima di una maledizione che lo sottopone a un inverno senza fine. E la causa di tutto questo è proprio la nuova regina, Elsa. Sin da piccola, infatti, possedeva questo potere di comandare la neve e il ghiaccio, ma non riuscendo a controllarlo aveva causato un piccolo incidente alla sorella, Anna, a cui era molto legata.

 

Proprio per proteggere Anna e i suoi sudditi, Elsa si era rinchiusa nel suo castello, ma il giorno della sua incoronazione scatena involontariamente una tempesta di neve su tutto il regno. Così per evitare di fare ancora del male a qualcuno Elsa scappa.

 

Toccherà alla coraggiosa e ottimista principessa Anna, con il montanaro Kristoff, la sua fedele amica renna Svenn e un buffissimo pupazzo di neve di nome Olaf andare a cercare Elsa per riportarla a casa e farle spezzare l’incantesimo.

 

La Disney torna con Frozen a una sceneggiatura basata sui temi classici dell'amore, della fiducia e della famiglia, peraltro riprendendo anche la struttura del musical, dopo molti anni in cui il ruolo delle parti cantate era stato messo da parte. E magari, proprio come si faceva con La Bella e la Bestia oppure con Aladdin, anche le canzoni di Frozen (scritte dal compositore Christophe Beck) faranno cantare adulti e bambini.

 

Un aspetto molto interessante di Frozen è che la principessa Anna fa parte di una nuova schiera di principesse Disney: non più passive figure di secondo piano in attesa di essere salvate o guidate dalla figura maschile, ma vere e proprie eroine moderne, coraggiose, piene di spirito d’iniziativa e ironiche. E probabilmente l’inserimento di una storia al femminile e una certa sensibilità ambientalistica nel filone del tradizionale film d’animazione natalizio è la grande sfida di Chris Buck e Jennifer Lee, i due registi (Jennifer Lee è anche la sceneggiatrice).

 



Quello che rende Frozen un buon film è sicuramente il giusto equilibrio tra una costruzione della storia del tutto classica e un’animazione stilisticamente all’avanguardia, per mezzo della quale gli Studios sono riusciti a rendere digitalmente uno degli elementi più difficili da realizzare: la neve e la sua consistenza ovattata, oppure la rifrazione della luce sul ghiaccio.

 

I personaggi sono ben caratterizzati e senza dubbio i più piccoli non potranno non innamorarsi di Olaf, il pupazzo di neve buffo e ingenuo, la “personificazione” dell’amore più puro.

 

Dunque, sullo sfondo di una messinscena frutto dei più moderni mezzi espressivi, possiamo ancora ritrovare il gusto dei vecchi classici Disney, dove il dramma e il divertimento si amalgamano perfettamente generando realtà sempre capaci di suscitare nello spettatore svariate emozioni.

 


 

 

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