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Gender sì o gender no, cosa succede veramente a scuola?

Ormai da mesi si parla dell'ideologia Gender. I genitori hanno organizzato proteste, la Chiesa ha lanciato i suoi strali, associazioni e movimenti si sono battute, tra dibattiti e convegni, per dare informazioni e chiarimenti sull'argomento. A riguardo si è anche mossa il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, che è intervenuta per dire la sua su quella che ha definito come una "colossale truffa ai danni della società".

Abbiamo atteso un po' per capire meglio e anche noi oggi vi parliamo del fantasma dell'ideologia "Gender" e della paura che di settimana in settimana ha galoppato sui social network, a colpi di tweet e condivisioni, travisando ciò che - in realtà in modo chiaro - dice un articolo introdotto dalla "Buona Scuola". La fobia spasmodica e il vero terrore dei genitori ha riguardato infatti la possibilità - con l'inizio del nuovo anno scolastico - di un turbamento dell'equilibrio dell’infanzia dei bambini, che sarebbero entrati presto a contatto con argomenti come la sessualità e l'omosessualità.

Su Whatsapp, come una virale catena di Sant'Antonio, è circolato di gruppo in gruppo il seguente messaggio: "Vi invito ad andare a firmare il referendum abrogativo x la legge LA BUONA SCUOLA (che se non abrogata partirà da settembre) che c’è in comune e che ha scadenza a breve. Se non lo trovate bisogna sollecitare il sindaco affinché lo metta a disposizione x la firma. Io vado domattina. Nessun politico ammette l’esistenza della teoria Gender ma la chiama teoria di Genere. Questa teoria mira alla destrutturazione dell’identità dei singoli insegnando ai NOSTRI FIGLI che al di là del proprio sesso biologico possono decidere autonomamente di appartenere ad un altro Genere (bisex omo lesbo misto chi più ne ha più ne metta) includendo in questo Genere anche il Genere pedofilo!”.

Il comma incriminato è il 16 dell’art.1 in cui letteralmente si legge: «Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n.119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013».

Parità di genere, dunque, lotta alle discriminazioni, prevenzione da ogni tipo di violenza ma senza alcun accenno all'educazione alla sessualità o ad attività extracurricolari sull'omosessualità.

Voi come la pensate in merito?

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