Mondo mamma
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I racconti (altrui) sulla gravidanza

Durante la mia prima gravidanza, avendo tempo a disposizione, mi sono fatta delle maratone video interminabili guardando Non sapevo di essere incinta. Una trasmissione proposta su alcuni canali Sky dove donne inconsapevoli della loro condizione partorivano bambini senza nemmeno sapere come (e per mezzo di chi?) fossero giunti fino al loro ventre.

 

Io che mi trovavo con una pancia enorme in un corpo alto un metro e mezzo o poco più rimanevo estasiata e anche un po’ sconcertata nel sentire quelle storie surreali.

Adesso che sto vivendo la mia seconda gravidanza ho ormai maturato una certa esperienza e a quanto pare le storie simil-horror-splatter legate alla gravidanza non solo non rimangono confinate nello schermo di una tv, ma sono tra noi e sono molto più frequenti di quello che si possa immaginare.

 

Insomma, se per caso parlo con una conoscente del fatto che mi fa male il nervo sciatico non manca mai il classico sospiro, occhi al cielo, e dichiarazione perentoria “ma che ti lamenti? Mia cugina zoppa è rimasta!”. Oddio, già mi vedo claudicante con i due pargoli da inseguire mentre allegri si prendono beffe della loro mamma ormai pronta per la rottamazione.

 

Non manca anche il commento sul fatto che ogni tanto provo una leggera acidità. La dichiarazione questa volta precede una risatina malefica “e di cosa ti lamenti tu? La figlia della parrucchera ha vomitato per nove mesi tutti i giorni tutte le mattine”. Anche le storie sul peso ottenuto in gravidanza sono degne dei migliori sceneggiatori di film horror. Se io rispondo alla fatidica domanda “ma quanti chili hai preso?” dicendo i miei chili reali (- eh, no mi dispiace ma questi non ve li dico nemmeno a voi. n.d.r. - ) la risposta è sempre più o meno la stessa e sempre proferita da donne che ad occhio e croce hanno la stessa massa grassa di Barbie: “io ne presi 30! ma già fuori dall’ospedale ero tornata normale”.

 

Tu ritorni con la mente alla tua prima gravidanza e pensi che la ripresa non sia stata così olimpionica e che se adesso sbavi guardando quel gelato con panna che non potrai permetterti di mangiare, là fuori c’è gente che faceva colazione direttamente dentro il barattolo della Nutella e che a 9 mesi e un giorno era tornata tonica e giunonica come tu probabilmente non lo eri mai stata.

 

Ogni tanto mi piacerebbe anche avere il primato della “sfiga gravidica” (tranne per il peso però), ma a quanto pare questo onore non mi sarà concesso in questa vita. C’è sempre qualcuno che sta peggio di me, che ha vissuto storie assurde, che ha provato dolori inenarrabili. Poi, che sia vero o tratto da una storia trasmessa in tv, non spetta né a me né a voi deciderlo.

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