Mondo mamma
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Il Carnevale di Mammitudine

Eccolo che arriva. Te ne accorgi perchè all’asilo mamme sorridenti iniziano a chiederti come vestirai il tuo piccolo quest’anno. Come lo vestirò? In che senso? In tuta? In jeans? «Ma nooo sciocchina, per carnevale!».

 

Ogni anno casco dal pero, non me lo ricordo mai eppure tra febbraio e marzo il carnevale arriva forte, chiassoso e colorato. Fino a quando il piccolo gremlin aveva un pugno di anni la situazione era gestibile “è piccolo, ancora non capisce”, “con il pannolino è scomodo mettere un costume di carnevale”. Ma ora “asilizzato”, “spannolinato” e quasi parlante è impossibile esimermi da questa tortura.

 

Lo so è un momento di festa. Mia madre borbotta come una pentola a pressione “tu te le facevi le tue feste di carnevale!” eppure a me l’idea di vestire quel povero figlio da orsacchiotto, coniglietto, moschettiere con baffi finti o gallina (vi giuro ne ho visto uno da gallina….) mi deprime. Da piccola avevo dei bei vestiti da principessa. Ma ero una femmina, vanitosa come tutte e l’occasione per avere un po’ di lucida labbra era troppo ghiotta per farmela sfuggire. Ma i poveri maschetti, come li dobbiamo addobbare?

 

Mio marito ama il carnevale e dunque da qualche settimana lottiamo sull’eventuale vestito da comprare. Io ho proposto piena di entusiasmo (perchè si sa in questi casi la forma è tutto) vestiamolo da pensionato! Un bel pigiamino, le pantofole e la vestaglia. Proposta stranamente bocciata. Vestiamolo da ginnasta! Una bella tuta e via. Niente, non trovo sponde amiche su questo argomento.

 

Credo che alla fine deciderò per non decidere e far godere questo momento di coriandoli e pailletes a chi ama il carnevale nella mia famiglia. Probabilmente il trauma del carnevale mi venne nella preadolescenza, quando ero già grandicella, e vestirmi da damina non era più il mio sogno. Mia madre presa magari dallo sconforto decise di vestirmi da palloncino. Leggins neri, body nero e tanti palloncini attaccati al body. La metà scoppiò prima di arrivare alla festa. E io mi sentii tanto, troppo ridicola. Ah, se cercate conferma di questo mio racconto non chiedete a lei, negherà fino alla morte.

 

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