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In Sicilia aumentano le difficoltà per le partorienti

DAL 1° GENNAIO CHIUSI 4 PUNTI NASCITA IN SICILIA

Nonostante il coro dei no, a Santo Stefano di Quisquina, Mussomeli, Petralia e Lipari il Ministero ha messo i sigilli sui reparti Ostetricia e Ginecologia.

Le partorienti madonite devono andare altrove, a Palermo o al San Raffaele Giglio di Cefalù, quest’ultimo più vicino ma pure a rischio chiusura, mentre nel Comune dell’agrigentino, che non raggiungeva i 200 parti all’anno, le donne stefanesi dovranno percorrere 50-60 e anche 100 chilometri per raggiungere la più vicina struttura ospedaliera.

Disagi anche per le residenti della più grande delle isole dell’arcipelago eoliano, da Lipari dovranno raggiungere Messina.

Alle isole Eolie aveva chiuso i battenti questa estate anche il punto pediatrico che si trovava sempre nel nesocomio di Lipari. Il ministro Beatrice Lorenzin come annunciato, ha confermato la chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti ritenuti al di sotto degli standard di sicurezza. Il ministero non ha concesso la deroga che aveva chiesto l'assessore Baldo Gucciardi.

Solo i reparti di Licata e Bronte sono stati salvati.

Nonostante la chiusura annunciata, le proteste non mancano.

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