Mondo mamma
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L'ultrascreen in gravidanza

La vera emozione non è stata la prima ecografia ma l'ulytrascreen. Però voglio raccontarti tutto nel dettaglio, dal principio che non è stato proprio tranquillo.

 

Lo screening è un esame non obbligatorio che si può effettuare dall’11 alla 14 settimana. È un test che valuta le percentuali di rischio del feto di essere affetto da Sindrome di Down e da altre Trisomie più gravi. Generalmente è un test che si sostituisce all’amniocentesi perché è un test non invasivo e maggiormente consigliato, rispetto all’amniocentesi, alle donne che non presentano rischi particolari e che sono al di sotto dei 35 anni.

Il test consiste in un semplice esame del sangue e in un’ecografia. Oggi si chiama ultrascreen perché valuta diversi marcatori e viene abbinato all’analisi della transulecenza nucale e alla lunghezza cranio caudale. Il test non da risultati certi, nel senso che non fornisce la certezza di presenza o assenza della malattia, ma soltanto la percentuale di rischio.

 

Ho prenotato l’ultrascreening durante la prima visita ginecologica e non ho avuto dubbi nel farlo perché, considerata la mia età (30 anni), non ho reputato, insieme al mio compagno, la necessità di effettuare l’amniocentesi. Tuttavia, con l’avvicinarsi della data dell’ultrascreen la mia ansia saliva. Non certo per l’esame in se, che non comporta alcun fastidio nè alcun rischio per il bambino, ma per il possibile esito. Acquisivo la consapevolezza che avrei avuto informazioni attendibili sulla salute del mio bambino. E se non fosse stato bene? E se l’esame avesse evidenziato un alto rischio di malattie genetiche, cosa avremmo fatto?

Mille domande hanno cominciato ad affollare la mia mente fino ad arrivare a notti insonni e ansia diffusa. Ma poi finalmente il giorno è arrivato.

 

Ho fatto il prelievo e subito dopo è arrivato il momento magico: un’ecografia splendida durante la quale non ho saputo trattenere le lacrime. Siamo riusciti a vedere il bambino e, nonostante la sua dimensione fosse di appena 6 centimetri, era incredibilmente completo. C’erano le braccia che muoveva e avvicinava alla bocca, si vedevano le dita (ho potuto controllare perfino che fossero 5 per mano), la testa con un profilo perfetto. È stata un’emozione unica. Dopo qualche attimo di stasi, il piccolo ha iniziato a muoversi riuscendo addirittura a fare veloci capriole e alla fine si è seduto a gambe incrociate, quindi niente news sul sesso.

 

La dottoressa è stata molto esaustiva durante l’ecografia: ci ha spiegato tutti le misurazioni che ha effettuato sottolineando alla fine che emergeva una situazione assolutamente nella norma che lasciava presagire un buon esito del test.
Mi sono tranquillizzata un po’, ma ho dovuto attendere tre ore per ricevere l’esito, tre ore molto lunghe. Però l’attesa è stata ricompensata da notizie positive: il test ha evidenziato un rischio molto basso di anomalia, in altre parole il bambino dovrebbe stare bene.

 

Vuoi sapere come leggere l’esito del test? Seguimi, ti spiegherò tutto nel prossimo post.

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