Mondo mamma
1696

La depilazione prima del parto

Confesso che prima del parto mi ero posta questo problema. Per carità ho partorito ad agosto e dunque non avevo molta scelta. Già ero gonfia, già sembravo una balena, pure pelosa no. Sarebbe stato troppo anche per la mia inedia.

 

Così parlando tra amiche per caso un giorno, uno di quei giorni vicini al parto ma ancora abbastanza lontani, venne fuori il dilemma: ma tu, ti depili prima del parto? Gli scenari che si aprirono furono devastanti soprattutto per le fedelissime della ceretta.

 

La cugina della vicina di casa di una mia amica aveva raccontato che per partorire non si era depilata, i medici sconvolti da quell’anomalo cespuglio (“ma fanno i ginecologi no? E che sarà mai” pensai ingenuamente….) decisero nel bel mezzo del travaglio di provvedere a suon di rasoio. Da allora, la leggenda narra che il pelo crebbe caparbio e appuntito. Un disastro altro che bikini sgambato. La poveretta piange ancora e per sicurezza non indossa nemmeno le gonne.

 

Altre ancora proponevano la depilazione total body e quando dico total intendo davvero total. Mi chiedevo come e chi si sarebbe avventurato nell’impresa considerando che io non riuscivo a guardarmi sotto l’ombelico da almeno un paio di mesi (chissà se era rimasto tutto come lo avevo lasciato). Il total era escluso, ma certo la questione era alquanto spinosa (mai aggettivo fu più appropriato).

 

Decisi quindi di fare come avevo sempre fatto, rivolgendomi alla mia estetista di fiducia pregando che il fatidico giorno del parto si manifestasse il più vicino possibile all’appuntamento fissato con Rosy. Già salire sulla brandina del centro estetico fu impresa ardua. Trovare la posizione appropriata mentre la mia pancia sballottolava di qua e di là fu complesso ma alla fine trovammo un buon compromesso mediamente acrobatico, ma abbastanza sicuro (grazie a delle cinghie che montammo alla brandina alle quali potevo tenermi).

 

Il tutto terminò con una orgogliosissima mostra dell’opera realizzata da Rosy, tramite l’uso di uno specchio portatile. Un po’ come fa il parrucchiere quando ti taglia i capelli e vuole farti vedere che creazione magnifica ha fatto dietro la tua nuca. Ecco, solo che qui non si mirava esattamente al collo. Fui lieta di vedere che ero “pulita” e che tutto sommato ero rimasta più o meno simile all’ultimo ricordo che avevo di quella parte anatomica.

 

Ma come ogni cosa che riguarda i figli, anche il giorno del parto fu uno stupore, non programmabile e soprattutto non in sintonia con l’appuntamento fissato con la mia estetista. Tra doglie e curiosità sapendo che di lì a poco avrei conosciuto il mio piccolo, confesso che solo per qualche secondo mi venne in mente lo scempio che i medici avrebbero potuto fare.

 

A quel punto, quando sei in sala parto, credetemi molti freni inibitori, pensieri estetici ed etici, integrità fisica e morale si vanno a fare benedire. Per la cronaca, alla fine ebbi un taglio cesareo. Anche per questa volta il “fortino” era salvo.

 

Autore: