Mondo mamma
460

La donazione del sangue cordonale

Intorno alla trentesima settimana di gestazione, a partire dall’ottavo mese di gravidanza potreste scegliere di voler donare il cordone ombelicale del nascituro in maniera gratuita, ad una struttura specializzata presente sul territorio.

 

Per capire meglio cosa significa donazione del sangue cordonale abbiamo intervistato il professore Licinio Contu, Presidente della Federazione Italiana ADOCES (Associazioni Donatori Cellule Staminali) e dal 2012, componente della Commissione Nazionale CSE (Cellule Staminali Ematopoietiche, presso Il Centro Nazionale Trapianti.

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Professore, cosa vuol dire diventare donatori del sangue cordonale ?

R) Donare il sangue del cordone ombelicale (SCO) a una banca pubblica significa avere la consapevolezza che, con un gesto d’amore e senza alcun costo, rischio o fatica, si offre a malati (bambini e adulti) affetti da malattie gravi e mortali la possibilità di essere curati col trapianto e di recuperare la vita. Diventare donatori di SCO significa, per le mamme e le coppie di genitori che fanno questa scelta di solidarietà, contribuire alla crescita civile della nostra società.

 

2) Perchè diventare donatori?

R) La probabilità di trovare una donazione idonea e geneticamente compatibile nelle banche di SCO, per un malato che ha bisogno di un trapianto, è intorno a 1/1.000 – 1/2.000.

In Italia abbiamo attualmente 33.000 unità di SCO conservate nelle banche. Occorrerebbero circa 80.000 – 90.000 unità pronte per l’uso per rispondere alle richieste della maggior parte dei malati. Inoltre, le unità di SCO criocongelate non sono utilizzabili per trapianto oltre 15 anni di conservazione. Per questo abbiamo bisogno di un grande numero di mamme che donano il SCO.

 

3) Che differenza c’è tra la donazione e la conservazione del sangue cordonale per uso personale?

R) La donazione del SCO è un’offerta disinteressata e senza discriminazioni per chiunque ne ha bisogno. Può essere fatta esclusivamente in un Punto Nascita accreditato, per la conservazione solidale, in una delle 19 banche pubbliche italiane.

La conservazione per uso personale del SCO è una scelta egoista, riservata allo stesso neonato–donatore che potrebbe non averne mai bisogno. Ha una finalità preventiva, poiché il SCO potrà essere usato solo per il donatore nell’eventualità che, nel corso dei primi 15–16 anni si ammali di una patologia in cui è indicato il trapianto autologo. E’ questa un’eventualità la cui probabilità statistica è intorno a 1/80.000. Dunque, la conservazione per uso autologo è inutile oltre che egoista. Non è peraltro consentita nelle banche pubbliche italiane, ma può esser fatta a pagamento in banche private estere.

 

4) Quanto costa donare?

R) La donazione alle banche pubbliche, sia per uso solidale o altruistico, che per uso dedicato, cioè riservato a un familiare (malato o ad alto rischio) del neonato o allo stesso neonato (se malato) è completamente gratuita. Invece, la raccolta del SCO e la sua conservazione in banche private estere per uso personale, prevede costi piuttosto elevati a carico dei genitori del neonato.

 

5) Le procedure per la donazione sono sicure per mamma e bambino? Ci sono rischi?

R) Le procedure di prelievo del SCO in uso in Italia nei Punti Nascita accreditati sono del tutto sicure e prive di rischi sia per la mamma che per il bambino.

 

6) Come verrà usato il sangue cordonale donato ?

R) Il SCO donato nei Punti Nascita accreditati viene da questi recapitato alla banca del SCO alla quale afferiscono. Qui viene sottoposto a una serie di controlli atti a verificarne: la sterilità e l’assenza di agenti infettivi trasmissibili col suo impiego clinico; l’idoneità al suo uso nei trapianti e quindi: il numero di cellule nucleate presenti (non meno di 1,5 miliardi); e il numero, la vitalità e la capacità riproduttiva delle cellule staminali ematopoietiche contenute; il genotipo HLA, indispensabile per la compatibilità genetica con l’eventuale paziente.

Se tutti i criteri richiesti sono rispettati, l’unità di SCO viene criocongelata in azoto liquido e messa a disposizione dei malati attraverso l’inserimento del suo codice identificativo nell’elenco nazionale unico delle donazioni pronte per l’uso, presso il registro italiano (IBMDR) a Genova. L’unità di SCO rimarrà criocongelata per circa 15 anni, periodo nel quale potrà essere richiesta per trapiantare un paziente compatibile affetto da una delle circa 90 malattie in cui il trapianto di SCO è indicato: Leucemie e altre emopatie maligne, anemie ereditarie (Talassemia e Falcemia), Immunopatie e Anemie congenite e acquisite (Aplasia midollare), etc.

Le unità di SCO che non superano il vaglio degli standard internazionali adottati (sono la grande maggioranza delle unità donate), se contaminate da agenti infettivi vengono distrutte, se invece sono di qualità insufficiente per i trapianti vengono destinate alla preparazione di gel piastrinici per uso terapeutico, o alla ricerca.

 

7) Se qualcuno volesse approfondire l’argomento a chi può rivolgersi ?

R) Può visitare il sito della Federazione Italiana ADOCES dedicato al sangue cordonale, oppure può rivolgersi alla banca pubblica del SCO e al Centro Trasfusionale più vicino.

 

 

Per le siciliane, il Centro Trasfusionale più vicino è Sciacca e per l’esattezza il presidio ospedaliero Giovanni Paolo II. Per donare collegatevi al sito della struttura e scaricate gli otto moduli che troverete. Vanno tutti compilati obbligatoriamente dalla madre ed eventualmente anche dal padre e vanno tenuti in una cartella che porterete con voi al momento del ricovero presso il punto nascita. L’unico certificato da inviare firmato e compilato prima, è il modulo di avvenuto colloquio di idoneità. Questo documento va firmato e timbrato dal vostro ginecologo o ostetrico e inviato tramite fax al numero 0925 21852.

 

Autore: