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La Manna

Il tronco del frassino di cui la Sicilia abbonda soprattutto nella zona di Pollina e Castelbuono, racchiude al suo interno una resina naturale e sana dagli usi vari: la manna.

 

Questa resina è il frutto dell’unione tra linfa ascendente e discendente e, intaccando in maniera corretta la corteccia dell’albero, il suo stato passa da liquido a cristallo. I cannoli di manna si creano intorno ai fili di nylon che “lu ntagghiaruolo” usa per prendere questo prezioso frutto.

 

 

 

 

 

Usi

Uno degli usi più comuni e utili della manna è come lassativo naturale, molto consigliato per i bambini molto piccoli (al di sotto di un anno) poiché non ha effetti collaterali.

Inoltre, la sua molecola principale, il mannitolo, è uno zucchero che viene spesso usato come dolcificante naturale nel gelato, nel cioccolato o nei liquori.

 

 

 

Dove comprarla

La fuoriuscita della manna è un procedimento molto particolare che deve essere compiuto con saggezza e perizia per non intaccare troppo l’albero e danneggiarlo, e per far si che la linfa diventi solida. In Sicilia il più giovane “‘ntagliaruolo” è Giulio Gelardi di sessant’anni che opera ancora secondo la tradizione più antica. Esiste anche il mannitolo sintetico che viene venduto sotto forma di zollette di zucchero, ma se volete acquistare la manna pura bisogna recarsi in farmacia o in erboristeria o presso i banchetti dei mercati bio, come per esempio quello che si svolge ogni domenica a Palazzo Steri (“A Fera Bio”).

 

 


Cosa leggere

 

Per leggere in maniera romanzata la storia degli antichi mannaruoli vi consiglio la lettura di un libro scritto da Giuseppina Torregrossa “Manna e Miele, ferro e fuoco” edito da Mondadori, dove si racconta la storia di Romilda Gelardi figlia di un mannaruolo e destinata ad essere strappata dalle sue piante e dal suo bosco per onorare e sposare un ricco signore.

 

 

 

 

 

 

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