Mondo mamma
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Le 5 raccomandazioni contro la SIDS

Molte volte abbiamo sentito parlare della "morte in culla" e tante altre ci siamo interrogate su cosa è giusto fare per non incorrere in questo terribile rischio.

 

Innanzitutto facciamo un po' di chiarezza su cosa significa l'acronimo SIDS: in inglese Sudden Infant Death Syndrome, in italiano Sindrome della morte improvvisa del lattante.

 

 

 

Che cos'è la SIDS

«La SIDS (Sindrome della morte improvvisa del lattante) o “morte in culla” come viene comunemente chiamata, è la causa principale di morte nei neonati nel primo anno di vita» spiega il dottor Carlo Gargiulo, che da poco ha assunto il ruolo di coordinatore scientifico della campagna educazionale e di sensibilizzazione contro la SIDS. «È una morte della quale si ignorano i meccanismi che la determinano e per questo ancora più difficile da accettare. Esistono alcuni comportamenti che, come dimostrato da numerosi studi scientifici, potrebbero ridurne il rischio. Ma ancora c’è troppa disinformazione. Perché parlare di “morte in culla” è difficile, doloroso, quasi un tabù. Ecco perché ho deciso di impegnarmi in prima persona in questa importante campagna di sensibilizzazione, perché sempre più genitori, nonni e tutti quelli che si occupano dei bambini imparino a metterli in pratica». (fonte MaMa association)

 

Sebbene le cause della SIDS non siano note, sono state però evidenziate delle correlazioni con alcune situazioni, sulla base delle quali sono stati individuati alcuni comportamenti in grado di ridurne sensibilmente l’incidenza. L’adozione di queste semplici regole, nei paesi in cui sono state diffuse attraverso campagna di informazione di massa, ha portato alla riduzione dell’incidenza della SIDS fino al 60%.

In Italia, in particolare, è stato istituito il "Gruppo Tecnico Interregionale sulla SIDS", coordinato dalla Regione Toscana, che ha elaborato le "Raccomandazioni per la Riduzione del Rischio di SIDS" e che ha curato una campagna di informazione svoltasi in alcune città italiane lo scorso giugno 2012.

 

L'informazione è importante per evitare che alcuni comportamenti sbagliati possano aumentare il rischio.

Ecco le 5 raccomandazioni:

    • A nanna supino, far dormire il bambino a pancia in su
    • Tenerlo lontano da fonti di calore e non coprirlo troppo
    • Tenerlo lontano dal fumo
    • Farlo dormire nella stanza con i genitori ma nel suo lettino
    • Usare il succhietto per addormentarlo

 

FATE DORMIRE IL BAMBINO A PANCIA IN SU

Negli anni queste teorie sono cambiate, e quindi molto speso ci sentiamo dire dalle nostre mamme o dalle nostre nonne, che hai loro tempi i bambini dormivano a pancia sotto o di lato. La comunità scientifica invita soprattutto nei primi mesi di vita a tenere il bambino a pancia su, e di evitate di farlo dormire a pancia in giù (posizione prona) o sul fianco

E' inoltre importante utilizzare un materasso rigido, e non usare il cuscino tradizionale.

Non usate lenzuola di tessuti gommosi o plastificati: impediscono una corretta aerazione e provocano surriscaldamento.

 

 

TENETELO LONTANO DAL FUMO

Non fumate durante e dopo la gravidanza. Il rischio di SIDS aumenta di due volte.

Non tenetelo in ambienti dove si fuma.

 

 

FRESCO È MEGLIO

Evitare di utilizzare eccessive fonti di calore indotto, tenetelo lontano dai termosifoni, non copritelo con troppe coperte o vestiti.

D’inverno la temperatura ambientale ideale deve essere di 18-20 C°.

Se ha la febbre non copritelo mai di più, anzi può aver bisogno di essere coperto di meno.

 

 

FATELO DORMIRE NELLA VOSTRA STANZA NEL SUO LETTINO

Condividendo lo stesso letto, o divano, con i genitori il rischio di sviluppare eccessivo calore è maggiore. Qualora uno dei genitori abbia fatto uso di alcolici o nicotina la condivisione del letto rappresenta un ulteriore fattore di rischio.

Il suggerimento di evitare il sonno condiviso, è bene precisare, riguarda i primi tre mesi di vita del bambino, non tutto il primo anno. E' importante precisarlo perchè oggi la pratica del bed-sharing o co-sleeping è un fenomeno in continuo aumento e numerosi studi evidenziano i benefici, a livello psico-fisico, del continuo contatto con il corpo materno (termoregolazione, regolazione glicemica, successo dell’allattamento al seno, formazione del legame di attaccamento madre-bambino).

Gli studi scientifici, ad oggi disponibili dicono che il rischio di SIDS aumenta se il bebè che dorme nel letto dei genitori ha meno di 13 settimane di vita. Dopo il terzo mese, nel lattante più grandicello il sonno condiviso è da evitare solo in presenza di specifici fattori di rischio, ovvero fumo materno (anche in gravidanza), estrema stanchezza, consumo di alcol o sostanza stupefacenti da parte dei genitori (che ne riducono la capacità di vigilanza), consuetudine di dormire insieme su superfici non sicure come divani, sofà, letti ad acqua.

 

USATE IL SUCCHIETTO

Recenti ricerche dimostrano che il rischio di SIDS si riduce ulteriormente quando si offre il succhietto al neonato per farlo addormentare.

Si consiglia di proporlo dopo il primo mese di vita per evitare possibili interferenze con il buon avvio dell’allattamento al seno. Se si decide di utilizzarlo, si dovranno inoltre osservare alcune precauzioni, come quella di tenerlo sempre ben pulito ed evitare di immergerlo in sostanze edulcoranti. Infine, per evitare problemi a livello ortodontico, sarà bene cercare di sospenderne l’uso intorno al primo anno di vita.

Se durante il sonno il bambino rilascia il succhietto non serve reintrodurlo. Evitare di usare catenelle o nastri durante l'ora del sonno.

Se il bimbo non gradisce il ciuccio, o se l’allattamento lascia poco “spazio” all’uso del ciuccio poiché, ad esempio, il bebè si addormenta poppando, non forzate il piccolo.

 

L’ALLATTAMENTO

Nonostante non sia ancora stato inserito nelle raccomandazioni anti-SIDS a livello internazionale, il latte materno è un elemento importante per la salute del piccolo. Come sottolineano molti studi, ha un ruolo significativo nella riduzione della mortalità infantile. Il latte materno nei primi 6 mesi di vita, in particolare, rappresenta il miglior alimento: è un ottimo nutrimento, previene allergie, rafforza il sistema immunitario, aiuta a sviluppare il rapporto madre-figlio.

Tra le ipotesi che cercano di spiegare le cause di questa diminuzione del rischio c’è quella secondo cui il sonno del bambino nutrito al seno è più leggero, per cui il piccolo si risveglia più spesso e più facilmente, senza cadere in un sonno profondo, che è lo stato in cui si verifica la SIDS.

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