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Mamme moderne e lavoro

Mogli, mamme e lavoratrici in carriera super efficienti e sempre sorridenti.

Questo è quello che la società moderna chiede alle giovani donne.

 

Mamme moderne, dunque, che devono dividersi tra casa, figli e lavoro con i minuti contati e il senso di colpa di non essere presenti. Nonostante oggi la normalità del nucleo familiare includa la “mamma lavoratrice”, uno dei nodi più comuni di tali donne è la presenza del senso di colpa per non poter garantire ai figli l’accudimento perfetto, soprattutto nei primi anni di vita.

 

 

 

Ma cos’è questo senso di colpa e come mai colpisce la maggior parte delle mamme seppur legittimate dal contesto sociale a investire parte del loro tempo lavorando?

Il senso di colpa è un sentimento molto profondo, un modo di sentire molto doloroso che spesso arriva a determinare le nostre azioni, le nostre scelte, la nostra vita. Tale sentimento può portare in una dinamica psicologica dove ci si sente sbagliati, in difetto, generando un pensiero errato rispetto alle aspettative altrui.

 

Ma da dove nasce dunque questo sentimento nelle giovani mamme moderne? Probabilmente da quell’atavica suddivisione dei ruoli che incorniciava la donna entro le ben definite mura domestiche, all’interno delle quali forse non ci poteva essere spazio per una soddisfazione personale che andasse oltre l’accudimento dei figli.

 

Oggi però la situazione è cambiata e le giovani mamme devono fare i conti con la difficoltà di rivestire tanti ruoli, con l’essere madri non a tempo pieno. Ma come gestire questo sentimento che spesso annebbia il già tanto faticoso quotidiano? Come riuscire a non abbandonare la propria professione, scelta per passione o necessità, che è costata tanti sacrifici?

 

Sembra un luogo comune, ma ciò che è importante non è la presenza costante, ma l’empatia, la relazione che si crea tra mamma e figlio. Lo psicoanalista inglese Winnicott, afferma che non esistono madri ideali, ma soltanto "madri sufficientemente buone" e invita le donne ad accettarsi così come sono, debolezze e incertezze comprese, e a liberarsi del senso di colpa di non essere “mamme perfette”.

 

Secondo Bowlby, psicoanalista britannico, le interazioni tra madre e bambino strutturano il sistema d'attaccamento che guida (anche nella vita adulta) le interazioni e gli scambi affettivi. La funzione principale della madre è quella di fornire al bambino una base sicura: farlo sentire protetto. Solo così diventerà un adulto sicuro di sé in grado di esplorare il mondo esterno.

 

Affinchè il figlio possa sviluppare una “base sicura” non sarà necessario rinunciare al lavoro e dunque ad una parte importante del proprio sé,. Ciò che risulta essere fondamentale è infondere quel senso di sicurezza nei propri figli che si sentiranno protetti anche in assenza dei genitori. Una madre soddisfatta e realizzata, anche fuori dalle mura domestiche, comunica felicità, sicurezza, benessere e rende autonomi i figli.

La possibilità di confrontarsi e rispecchiarsi con altre “mamme moderne” all’interno di gruppi di discussione potrebbe essere un utile strumento per alleviare un sentimento che in modo trasversale accomuna molte donne.

 

Non è facile scardinare nel cuore delle madri il senso di colpa. Eppure basterebbe avere fiducia in se stesse e soprattutto nei propri figli.

 

Dott.ssa Chiara Hoffman

Psicoterapeuta Gruppoanalista,
specializzata alla COIRAG



 

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