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Natale multietnico a Palermo



Il Natale celebra la nascita di Gesù di Nazaret ed è una delle festività cristiane più importanti. La maggioranza dei fedeli, ortodossi, cattolici e protestanti, celebrano il Natale il 25 dicembre, tranne gli ortodossi che lo celebrano il 7 gennaio.

 

Qualunque sia la religione e qualunque sia il motivo, il cibo si rivela spesso occasione di integrazione e socializzazione. A Palermo numerose sono le comunità che convivono nel capoluogo e che quest’anno si troveranno a festeggiare il Natale fuori casa rispettando e promuovendo le proprie tradizioni culinarie. Percorriamo insieme le portate e le tradizioni principali di alcune etnie.

 

 

Per la chiesa ortodossa, il Natale, come la Pasqua, è preceduto da una quaresima di 40 giorni. La vigilia di Natale, “socèlnik” segna la fine del digiuno dopo la “prima stella”. Agli ospiti viene offerto un bicchierino di vodka distillata in segno di augurio che da il via al pasto magro: niente carne e prodotti a base di latte. Sono ammessi solo pochi piatti che ricordano ai commensali il sacro evento: “cutià” (grano di frumento o riso al miele) o “vzvar” (composta di frutta secca). Sotto la tovaglia si mette un ciuffo di paglia come quella della culla in cui dormiva il bambino Gesù e sotto il tavolo un oggetto in ferro, simbolo di salute e forza. La cena si svolge in famiglia in un silenzio solenne e la festa comincia dopo la messa notturna. Il giorno di Natale poi, il 7 gennaio, si da sfogo ai piaceri del palato insieme agli ospiti accolti da un pranzo ricco e vario, auspicio di una vita più agiata per il nuovo anno.

Nella comunità russa e ucraina, invece, per la cena della vigilia si mangia rigorosamente vegetariano: verdure e funghi, niente carne fino al giorno di Natale. Piatto principale i vareniki, ravioli ripieni di patate e funghi bolliti, serviti con panna acida o con altri sughi bianchi a base di verdure. Il giorno di Natale e i giorni seguenti si mette in tavola il borsch, una zuppa a base di barbabietole, patate, cipolla e carne di vitello, con molte varianti. Il contorno è l’insalata russa con maionese, prosciutto cotto, uova, patate, piselli, cipolla e i cetriolini marinati.
Religioni diverse che, lontano dai loro Paesi, convivono nella nostra città e si ritrovano insieme per festeggiare con calore umano e preghiera.

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