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Niente scuola, si studia in casa: la Sicilia è prima per Homeschooling

Niente campanella d'ingresso, niente aule e banchi di scuola. I genitori e la famiglia sono maestri e professori. Eventuali fratelli diventano i compagni di classe. Quella di cui vi parliamo oggi non è la trama di una nuova serie tv, ma una realtà che costituisce un'alternativa al concetto tradizionale di scuola imposto dalla società.

Parliamo dell'Homeschooling, letteralmente "la scuola a casa", o meglio "Educazione parentale".

Una scelta di vita - che non è detto che duri per sempre e che può avere alla base molteplici motivi: possono essere di natura religiosa, linguistica, di salute, o semplicemente perché si vuole dare ai propri figli un’educazione personalizzata.

Tra le prime in Italia a credere in questa avventura c'è Erika Di Martino, (nelle foto) madre di cinque figli mai andati a scuola e fondatrice del Network Italiano che oggi conta circa un migliaio di famiglie.

L'HOME SCHOOL IN SICILIA

Il fenomeno - seppur ancora circoscritto - ha già preso piede anche nell'Isola. Ma c'è di più. Secondo gli ultimi dati ufficiali del ministero dell'Istruzione relativi all'anno scolastico 2014-2015, è proprio la nostra regione la capofila in Italia per numero di alunni in istruzione parentale (ben 255), seguita da Campania (127 alunni), Lombardia (81) e Lazio (73) fino  alle cifre minime di Molise (2) e Basilicata (3).  

Un dato che però va letto anche accanto a quello della dispersione scolastica. L'Home schooling, infatti, è una scelta libera che deve venire dalla famiglia. Molto spesso invece succede il contrario: la scuola, incapace di gestire situazioni problematiche, propone alle famiglie l’opzione dell’istruzione familiare. 

Ecco alcuni esempi di scuole parentali in Sicilia. Scriveteci se anche voi fate parte della rete degli home schooler siciliani e vi inseriremo nell'elenco!

PALERMO - A Casa di Emma e Zoe
La Piccola Scuola Parentale, promossa dall'associazione Ker e pensata per un massimo di 7 bambini in età da prima elementare o da primina.

CATANIA - Arch’i Nuè 
L'associazione nasce nel 2007 dalla volontà di un gruppo di genitori simpatizzanti della pedagogia e filosofia di Rudolf Steiner.

MESSINA - Maria Grazia Lia
Mamma di tre figli istruiti a casa, è la co-fondatrice assieme al resto della famiglia del blog "5Passidalmare", punto di riferimento per le famiglie che intraprendono questo percorso di ascolto e di crescita familiare. 

CALTANISSETTAFrancesca e Salvatore
Lui attore e cantante, lei medico e naturopata. Genitori di 4 figli, vivono in campagna e 4 anni fa hanno deciso di iniziare con i loro figli un percorso di homeschooling.

E' legale? Certo che sì.

Per garantire l'assolvimento al dovere all’istruzione serve l’autocertificazione dei genitori, che attestano così di avere la capacità tecniche e economiche per provvedere all’educazione dei propri figli.

Chi sceglie di educare i propri figli a casa non è soggetto a norme regionali né provinciale, ma solo alla legge statale per la quale ogni bambino può coprire tutto il proprio percorso di studi (fino all’università) senza mai mettere piede in aula.

Ma l'homeschool non è per forza "per sempre". Ogni anno lo studente può scegliere di rientrare nel sistema scolastico tradizionale. In questo caso dovrà sostenere degli esami di idoneità (svolti come un qualsiasi privato) per formalizzare la sua carriera scolastica e per stabilire il suo livello dell’apprendimento.

Ma qual è la giornata tipo di un "homeschooler"?

Essendo un'educazione altamente personalizzata per definizione, non c'è in realtà un modo universale di fare homeschooling. Ogni genitore seguirà le sue regole e organizzerà a modo proprio modalità e tempi di studio per educare e istruire i propri figli.

"Alcuni preferiscono seguire degli orari prestabiliti e utilizzano i testi scolastici - spiega Di Martino - Altri propongono una materia alla volta, altri ancora integrano con programmi esteri. Ci sono famiglie che praticano l’unschooling, cioè un apprendimento naturale che segue i ritmi e le passioni del bambino. La famiglia sceglie cosa e come imparare, orientandosi ai desideri e alle inclinazioni dei propri figli i quali imparano attraverso la conversazione, il gioco, la lettura e la scrittura, le lezioni all’aperto, il lavoro manuale e le attività in casa".

Come fanno a socializzare i bambini che vengono educati in casa?

Questa è una delle domande che viene spontanea se si pensa a un bimbo che non ha mai messo piede in classe. Ma il punto di vista di chi pratica homeschooling rovescia a sua volta il problema.

"Essere confinati in una classe di bambini che hanno tutti la stessa età, dove bisogna stare seduti per la maggior parte del tempo e dove si deve persino chiedere il permesso per andare in bagno, non rappresenta lo scenario ideale per socializzare - scrive Erika nel suo blog - Inoltre ogni classe può contare episodi di bullismo, situazioni di competitività e una generale ricerca di status futili e dannosi".

In realtà i bambini educati a casa vengono in contatto con la società molto più di quanto ci si aspetta. Un homeschooler si trova a confrontarsi con persone di tutte le età, in molteplici contesti perchè è libero da costrizioni di spazio e tempo. E lo fa attraverso gli incontri sportivi, gite istruttive, lezioni di arte, danza, musica, visite ai musei, spettacoli a teatro, volontariato, uscite per fare la spesa, incontri tra amici: tutte opportunità di arricchimento sociale, culturale e civico al di fuori del sistema scolastico tradizionale.

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