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Oleolito di lavanda

Malgrado esteticamente la lavanda provenzale sia più bella di quella italiana per colori e dimensioni, abbiamo la fortuna di vivere in un paese dove i fiori di lavanda, seppur più piccoli, hanno molte più proprietà benefiche dei cugini francesi.

La lavanda ha molteplici qualità e per potenziarne gli effetti potrebbe essere utile realizzarne l’oleolito con procedimenti semplici e casalinghi.

 

 

Proprietà della lavanda

Questo fiore bello e profumato ha tantissime proprietà benefiche: è un antiemicranico (qualche goccia da massaggiare sulle tempie aiuta a scacciare il mal di testa), cicatrizzante, antisettico (ottimo nella cura dell’acne), utile nella cura delle ustioni e contro le smagliature e le rughe.

Inoltre, è un ottimo sedativo: mettete qualche goccia di oleolito sul petto del vostro bimbo per conciliarne il sonno.

 

 

Come si fa l’oleolito di lavanda

Per fare un oleolito di lavanda bastano pochi ingredienti e un po’ di pazienza. E’ necessario avere dei fiori di lavanda freschi da far essiccare (il procedimento migliore è quello di mettere i fiori ben sparsi su una cassetta bucata, o uno scolapasta, in un luogo fresco e ventilato, non a diretto contatto con i raggi solari) e dell’ olio di oliva preferibilmente biologico (o dell’olio di mandorle dolci).

Quando i fiori saranno completamente secchi (ricordatevi ogni tanto di rigirarli durante l’essiccazione in modo che il procedimento sia omogeneo) sbriciolateli dentro un barattolo di vetro, coprite per ? il barattolo con i fiori e sommergeteli con l’olio (se utilizzerete quello di oliva l’odore della lavanda sarà meno intenso).

Chiudete il barattolo e conservatelo in un luogo al buio per 30 giorni, agitando il barattolo di tanto in tanto e verificando che i fiori siano sempre coperti di olio. Trascorsi i 30 giorni filtrate l’olio pigiando sui fiori per far cadere tutto il “succo” e conservate in una boccetta scura munita di contagocce (le vendono in erboristeria o in farmacia). Ricordate di etichettarla con l’anno di produzione.

 

 

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