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Olio di palma: il male del secolo? Il parere dell'esperta

oil-palm-781455_1280Nuoce alla salute e all'ambiente. È cancerogeno. È dannoso per il sistema cardiocircolatorio. È da evitare nell'alimentazione, soprattutto dei più piccoli. Le accuse mosse negli ultimi anni all'olio di palma sono certamente tante. Dibattiti accesi che gridano all'allarme vista l'enorme quantità di cibi in cui lo si può trovare. Se un discorso a parte va fatto per ciò che riguarda l'impatto ambientale - il problema è molto ampio e complesso - abbiamo chiesto alla dottoressa Chiara Costanza, nutrizionista, il suo punto di vista sugli effetti dell'olio di palma nell'organismo. Lo riportiamo integralmente:

 

Da maggio 2015 è iniziata una campagna mediatica massiva contro l'olio di palma, il cui risultato è stato quello di demonizzare questo olio vegetale utilizzato come ingrediente nelle preparazioni industriali. Lo ritroviamo in merendine, biscotti, farciture, creme spalmabili, gelati ed anche in prodotti della prima infanzia. Ad esso sono state attribuite proprietà cancerogeniche, favorenti l'aumento del colesterolo e l'insorgenza del diabete. Cerchiamo di tornare un po' indietro e valutare la validità scientifica di queste affermazioni

 

L'olio di palma è diventato il secondo olio vegetale più diffuso dopo l'olio di soia già nel 1980. La coltivazione delle palme da olio si concentra nel Sud-Est Asiatico (in particolare in Malesia ed Indonesia) ed ha un rendimento altissimo.

 

Si è diffuso nell'industria alimentare dopo le restrizioni legislative sull'utilizzo degli acidi grassi parzialmente idrogenati (che contengono acidi grassi trans), a causa degli effetti nocivi confermati dalla società scientifica mondiale. L'olio di palma contribuisce al gusto, alla stabilità termica, alla resistenza all’ossidazione, alla consistenza e alla morbidezza. Sostanzialmente ad oggi è quello che meglio si adatta ai bisogni dell'industria alimentare, ma ovviamente non è un motivo per scagionarlo.

 

L'olio di palma è stato messo in discussione per la sua alta percentuale di acidi grassi saturi, circa il 50 percento, che hanno effetti nocivi sulle patologie cardiovascolari. Se lo paragoniamo all'olio di oliva o di mais che ne contengono soltanto un 15 percento potrebbe sembrare il peggiore dei mali, mentre cambia la prospettiva se consideriamo anche il burro con circa un 82 percento di acidi grassi saturi o il cocco ed il suo 92 percento. Inoltre, non ci sono altri grassi vegetali con una consistenza naturalmente solida a temperatura ambiente, acidi grassi trans a parte, che forniscano le stesse caratteristiche in quantità sufficiente.

 

Oltre questi acidi grassi saturi di cui non conosciamo l'aspetto ma che ci fanno tanta paura, l'olio di palma contiene anche un 40 percento circa di acidi grassi monoinsaturi ed un 10 percento di polinsaturi. L’olio di palma grezzo ha un colore rosso dovuto all’alto contenuto di carotenoidi. In Europa, l’olio di palma è solitamente venduto e consumato nella sua forma raffinata, ossia dopo esser stato sbiancato e deodorato, e questo comporta la perdita della maggior parte dei carotenoidi. 
L’olio di palma grezzo contiene componenti 'minori': vitamina E, fitosteroli e composti fenolici.

 

Tutti gli oli vegetali contengono vitamina E in quantità variabile e in forme differenti, ma l’olio di palma ha la particolarità di contenere una gran quantità di tocotrienoli e tocoferoli con elevata attività della vitamina E. Anche qui il processo di raffinazione ne provoca una certa perdita.

 

Diversi lavori scientifici mostrano come l'olio di palma in una dieta equilibrata non alteri l'assetto lipidico, se si considera il colesterolo 'cattivo' LDL, ne tanto meno ci sono prove sulla potenziale cancerogenicità o effetto diabetogeno.
Concludendo riporto di seguito il parere dell'EFSA, autorità europea sulla sicurezza alimentare: 'Da un punto di vista nutrizionale, la sostituzione dell’ olio di palma dai prodotti alimentari non è consigliata. Il suo alto contenuto di grassi saturi ne giustifica un consumo moderato. Tuttavia, i livelli di consumo attuali di olio di palma, non destano particolare preoccupazione. Una dieta sana ed equilibrata si basa sulla varietà degli alimenti e sul consumo moderato'.

 

Vorrei soffermarmi sull'ultima frase, sottolineando che quando diamo giornalmente ai nostri figli merendine, biscotti, e sughi pronti e non sostituiamo qualche break con prodotti genuini e non integriamo la loro alimentazione con frutta, verdure di stagione e cereali integrali, possiamo anche trovare il colpevole, che sia l'olio di palma, ma rendiamoci conto che è soltanto una scorciatoia, basti leggere le lunghissime etichette di tutti i prodotti confezionati, dove l'olio di palma è soltanto uno degli ingredienti e non è neanche il principale.

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