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Parto in casa

Mamme avete partorito in ospedale oppure in casa?

 

L'idea del parto in casa trova schiere contrapposte di sostenitori e ostili oppositori. Mentre le ragioni dei secondi sono facilmente individuabili nell'affidabilità e nella sicurezza che una struttura ospedaliera possono offrire alla partoriente, le ragioni dei primi possono essere più complesse e legate alla sensibilità e coscienza di ciascuno.

 

 

Cerchiamo di comprendere meglio queste ragioni con Marzia Floridia, ostetrica e fondatrice dell'Associazione In braccio alla Luna che promuove il parto in casa o, precisamente, il parto come "scelta naturale".

 

Cosa si intende per “scelta naturale”?

Scegliere un parto naturale significa essere pienamente coscienti che la gravidanza come il parto siano eventi fisiologi che non necessitano quindi di un ricovero in ospedale almeno nell '80% dei casi.

 

Perché scegliere di partorire in casa?

Perchè, in assenza di patologie (che è poi la condizione della maggioranza delle gravidanze ovvero, come scritto sopra, dell' 80% di esse), è stato dimostrato come diminuisca il rischio di interventi medici "inutili" su mamma e bambino rendendo la nascita in casa una "nascita più Sicura". Tutto ciò viene reso noto dall' OMS e dalle statistiche di Olanda e Danimarca, paesi dove la nascita in casa è rimborsata dal servizio sanitario sociale e ha il tasso più alto di preferenze fra le donne rispetto all'ospedale.

 

Non è rischioso per la mamma e il bambino?

L nascita che rispetta i tempi fisiologici, che non si avvale di tecniche rischiose su mamma e bambino, quali ad esempio manovra di kristeller o episiotomia routinaria, può considerarsi più sicura rispetto ad altri metodi di nascita più invasivi.

Studi degli ultimi anni hanno evidenziato come la tanto paventata "rottura d'utero" o le emorragie post partum siano aumentate o in alcuni casi addirittura siano state causate proprio dall'associazione di kristeller (la manovra di kristeller è quella spinta che si applica sull'addome della donna in fase espulsiva "per aiutare" il percorso del feto nel canale da parto e che è stata dichiarata fuori legge in alcuni paesi dell'Europa, fra cui l'Inghilterra) ed uso di ossitocina sintetica in flebo, come l'impiego di episiotomie routinerie che hanno causato imponenti sanguinamenti nel post partum.

In casa tutto questo non avviene! In casa è la madre insieme al marito a decidere cosa sia meglio per loro, quali posizioni assumere, se utilizzare l'acqua come elemento facilitatore per la dilatazione. In casa gli agenti patogeni non esistono perchè è l'ambiente dove per tutti e 9 mesi la coppia ha vissuto (in questo caso siamo noi "gli estranei" nell'ambiente) ed anche prima del concepimento ragion per cui qualsiasi batterio o virus sia già entrato in contatto con loro è anche già stato eliminato dagli anticorpi, tutto corredo già trasmesso al feto in utero. È, dunque, ambiente più sicuro anche per le eventuali infezioni che in ospedale sono causa di parecchie patologie pre e post partum.

 

Come si interviene in caso di imprevisti?

Se dovessero presentarsi problemi alla nascita bisognerà trasferire la donna all'ospedale più vicino, ragione per cui le linee guida internazionali sul parto in casa prevedono che l'abitazione non debba distare più di 35/40 minuti dal presidio ospedaliero più vicino. Questa eventualità però è davvero molto bassa nelle nascite a domicilio, quasi nulla se leggiamo i dati sui trasferimenti forniti dalle statistiche olandesi (ma anche se intervistate ostetriche domiciliari che operano qui in Italia).

 

Oggi la medicina offre diverse scelte che consentono di ridurre i dolori del parto. Perché una donna dovrebbe scegliere di affrontarli senza alcun ausilio?

Mi sorge spontanea una domanda: perchè è stata alimentata la paura del dolore del parto in questo modo? Il mio patrimonio più grande è l'esperienza delle vecchie levatrici e delle donne più anziane che hanno partorito i propri figli in casa (mio padre ed i miei zii sono nati tutti in casa), donne che intervisto tutte le volte che posso e la cosa più ricorrente ed interessante che ne emerge ogni volta è l'assoluta naturalità con cui trattano l'argomento "dolore nel parto", quasi non esistesse o meglio quasi fosse parte fisiologica del processo in sé.

Io ho partorito mia figlia in casa, 17 anni fa, e ricordo parecchi dettagli di quella notte: ricordo l'abbraccio costante di mio marito, le luci spente per casa, il tepore delle coperte quando riposavo e l'ultimo in ordine di importanza è il dolore che certamente ho sentito, ma che mi ha portata anche a condurre la nascita di Maria nel miglior modo possibile. Diciamo che in casa gli ausili analgesici esistono esattamente come in ospedale solo che non sono chimici.

 

Con il parto in casa esiste la possibilità di donare o conservare il cordone ombelicale?

Credo di si! Immagino che chi lo desideri possa ricorrere all'utilizzo delle banche del sangue cordonale. Io personalmente informo le donne che si rivolgono a me, o per una nascita in casa o per gli incontri pre nascita, sulle infinite possibilità d'impiego della placenta in maniera "casalinga" ovvero facendone tinture madri o polvere di placenta. Tutti rimedi omeopatici che sono corredo di una vita per mamma e bambino.

 

Cosa c’entra la musicoterapia nel parto in casa?

La musicoterapia, come la danza, come l'aromaterapia, non sono altro che quegli "ausili" di cui ho parlato precedentemente che aiutano l'organismo materno ad affrontare il dolore del parto. Tutto questo andrebbe però sperimentato prima, durante il lavoro pre parto che generalmente una donna intraprende con la sua ostetrica. Bisogna assolutamente tenere conto delle diverse esigenze, delle differenti tipologie di coppie.

Io ho incontrato famiglie molto tradizionali che hanno affrontato la nascita dei loro bambini in casa senza chiedermi nulla se non la mia mera presenza; ho conosciuto donne che hanno voluto la musica, solo candele profumate e nessuna luce per casa; con altre abbiamo danzato per tutto il periodo espulsivo e questi movimenti lenti e profondi della pelvi accompagnati dalla musica adatta erano la loro peridurale, come l'impiego di pezze calde.

Insomma, la nascita in casa è davvero un mondo speciale, il mondo di quella famiglia che sarà accompagnata ed accudita dall'ostetrica fin dal primo momento. Ecco perchè non è sempre semplice spiegarla e forse la sua "specialità" sta proprio in questo: è una nascita unica perchè seguita dall'ostetrica per quella donna, per quel bambino, per quella specifica famiglia!

 

 

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