Mondo mamma
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Partorire in casa si può

A Campobello di Mazara non si partoriva in casa dal 1979, all'epoca una normale prassi oggi nel 2016 una scelta insolita rispetto al parto in ospedale.

Nella frazione di Tre Fontane (località balneare inserita tra le venti spiagge siciliane a misura di bambini) Maria Alagna ha scelto di partorire a casa.

Maria e del suo compagno Salvatore Bottinosono diventati geniotri del piccolo Giuseppe, 3 chili, nato il 9 gennaio 2016.

La mamma, che di professione fa l’ostetrica, è stata assistita dalla collega ostetrica Marzia Floridia di Palermo, che noi di babyplanner.it abbiamo intervistato qualche tempo fa. (clicca qui per leggere l'intervista)

Riportiamo il racconto della coppia così come pubblicato su campobellonews.com

«Quando sono iniziate le contrazioni della mia compagna – racconta Salvatore Bottino – ho chiamato Marzia e con la sua assistenza è avvenuto il parto. In un momento si sono rotte le membrane, dice ancora Salvatore Bottino, e ho capito che veramente mio figlio sarebbe nato. Ho iniziato a riscaldare tante pentole di acqua bollente e a mettere stracci caldi sulla schiena della mia compagna, poi a un certo punto la luce è saltata e siamo rimasti al buio con solo la luce della stufa accesa. La mia compagna ha così pensato che al buio era buono per accogliere mio figlio è così siamo rimasti con solo la torcia del cellulare lasciata accesa in lontananza». Maria Alagna non ha avuto nessuna conseguenza del parto e il bambino ora cresce alimentato dal solo latte materno. «L’intero percorso che mi ha portato a partorire a casa l’ho vissuto a Tre Fontane – ha detto Maria Alagna – sulla spiaggia mi sono concessa lunghe passeggiate e poi il parto a casa è avvenuto nella serenità della famiglia e nel calore della casa. La scelta è stata di comune accordo col mio compagno perché avevamo consapevolezza del fatto il parto è un evento fisiologico. Il parto in casa è un parto rispettato. Infatti solo a casa potevamo garantirci la tranquillità e un ambiente intimo e caloroso senza estranei e il rispetto dei nostri desideri ed emozioni cosa che l’ospedale non offre».

(Nella foto fonte campobellonews.com: il piccolo Giuseppe in braccio del papà Salvatore Bottino e della mamma Maria Alagna)

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