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Pediatri, c'è da fidarsi?

Ci si può fidare dei pediatri? Questa è la domanda che un gruppo di genitori si è posta in un momento in cui i rapporti tra salute e industria sono al centro dell’attenzione pubblica, in cui numerose evidenze scientifiche e pubblicazioni di bioetica mettono alla luce come i conflitti d’interesse influenzino l’operato dei sanitari.

Hanno deciso di manifestare le nostre preoccupazioni sulle conseguenze dei finanziamenti da parte delle aziende ai congressi sulla salute infantile e, più in generale, ai pediatri.

 

Questo accade alla vigilia del congresso nazionale che si sta svolgendo a Palermo (11-14 giugno 2014), e proprio al prof. Corsello, Presidente della Società Italiana di Pediatria e Presidente del 70° Congresso Italiano di Pediatria “Un mare di bambini”, hanno inviato una lettera chiedendo maggior rispetto non solo per la cura dei propri figli ma anche per le famiglie, la società e il Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno. I genitori, avendo appreso del Congresso Nazionale di Pediatria, pur apprezzando l’importanza dei temi che saranno oggetto di formazione e informazione del personale medico, sono rimasti molto perplessi dalla sponsorizzazione delle aziende produttrici dei sostituti del latte materno.

 

 

I genitori firmatari della lettera, in questi giorni stanno diffondendo questo messaggio attraverso i canali multimediali. Notevole il consenso ricevuto da cittadini consapevoli e preoccupati e da tanti operatori sanitari che stanno inviando le proprie adesioni da tutta Italia, la richiesta è unanime “fare scelte virtuose che manifestino di fronte all’opinione pubblica autonomia e libertà da ogni possibile conflitto d’interesse e trasmettano dei valori autentici”.

 

Qui il testo integrale della lettera.

 

Oltre alle adesioni, tanti sono stati i commenti di mamme che hanno raccontato la loro esperienza. Raccontaci la tua commentando questo articolo.

 

Dal nostro punto di vista crediamo e ne abbiamo testimonianza che ci siano pediatri che stimolano, spiegano e aiutano le neomamme ad approcciare in modo sereno e naturale l'allattamento. Questo per non fare di tutta un erba un fascio, pratica che molto spesso viene utilizzata per provocare reazioni, ma siamo consapevoli che le azioni di marketing adottate dalle aziende farmaceutiche produttrici di latte sostitutivo o formula possono influenzare la scelta del medico. Il prodotto esiste e deve esistere in commercio perchè necessario in alcuni casi, l'attenzione deve essere volta a non ricorrere con facilità all'uso del latte formula.

 

Riportiamo una delle risposte alla lettera dei genitori, scritta dal dottor Raffaele D’Errico, Napoli, che si definisce "pediatra sognante"

Mi chiamo Raffaele D’Errico e sono un pediatra di famiglia. Sono contento che abbiate sollevato questo problema del conflitto d’interesse perchè esso finisce sempre per minare la nostra libertà prescrittiva e operativa, come ampiamente dimostrato.

Ci sono gruppi di pediatri anche nel nostro paese che hanno riflettuto seriamente su questo problema e sottoscritto un “Impegno di autoregolazione dei rapporti con l’industria” . Mi riferisco nello specifico al gruppo a cui appartengo che è l’ACP, Associazione Culturale Pediatri che raccoglie circa 2500 pediatri italiani, tra cui professori universitari, pediatri di famiglia, di comunità, ospedalieri.

 

Su questi argomenti, però, vorrei spezzare una lancia a favore di tanti miei colleghi che, com’è accaduto per me fino al 1999, se assumono comportamenti inadeguati e apparentemente non corretti nella gestione dell’allattamento al seno, non è per malafede (come potrebbe sembrare dai racconti letti nel blog), ma per “ignoranza”, nel senso più nobile del termine, cioè di ignorare le verità del complesso mondo relazionale tra madre e bambino nel quale l’allattamento ne rappresenta l’apice.

 

Personalmente, se non avessi avuto la spinta personale ad iscrivermi e a partecipare, in quegli anni, ad un Corso OMS per formatori sull’allattamento al seno, sarei rimasto nella mia più totale ignoranza. Nessuno, nessuno mai in 20 anni di professione da Pediatra mi ha mai proposto un corso, un convegno, un seminario interamente dedicato all’allattamento al seno e come sostenerlo.

 

Questo ritengo il problema serio, importante, fondamentale: bisogna formare i pediatri, istruirli, insegnargli e raccontargli queste cose, altrimenti non cambierà mai nulla. E questo deve entrare nei percorsi formativi obbligatori. Ed è proprio in questa omissione che potrebbe nascondersi lo zampino di chi ha ben compreso che fintanto che i pediatri restano “ignoranti”, i surrogati continueranno a vendersi e le mamme a non allattare.

Sì, c’è anche chi si mette assieme per dire “No grazie”, bellissima e nobile iniziativa, ma se non formiamo non cambia nulla.

Un vostro impegno, dopo questa denuncia, perchè possa portare frutto, potrebbe esserequello di proporre, favorire, incentivare, chiedere corsi di formazione obbligatori per i pediatri.

Sottoscrivo la vostra lettera e dico ai miei colleghi: si possono fare convegni senza sponsor! L’ACP lo fa da anni e i pediatri si pagano le spese del loro congresso.

Bisogna liberarsi da queste schiavitù per lasciar emergere la verità e il primo passo è rivedere il nostro rapporto con l’industria.

 

Il prof. Corselli, ha risposto alla lettera dei genitori, comunicando che la stessa sarebbe stata letta al consiglio prima dell'inizio del convegno. Qui il testo integrale.

 

 

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