Mondo mamma
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Prima e seconda gravidanza: differenze e affinità

Tutte le primipare hanno vissuto quel momento di gioia, smarrimento, tenerezza, paura che le ha accompagnate per tutti i nove mesi di gestazione.

 

Quando attendi il primo figlio vivi all’interno di una schizofrenia controllata in cui ti senti una teca di cristallo che contiene un oggetto fragilissimo e da proteggere. Ma ti senti anche una super donna che può tranquillamente continuare a fare la vita di prima, anzi meglio di come lo faceva prima.

Palestra? non c’è problema! Salire e scendere le scale? Che vuoi che siano cinque piani! Le buste della spesa? Le porto io!

 

Insomma, devi dimostrare agli altri ma soprattutto a te stessa che anche se il tuo corpo muta, il tuo spirito è ancora giovane e fresco e non saranno quei 4, 5 chili in più (quando va bene….) che ti cambieranno la vita. Ti incarni in una suffragette del 1800 con la tenacia di chi deve dimostrare al mondo intero che “oltre alla pancia c’è di più” (per citare un successo anni 90 di Sabrina Salerno e Jo Squillo).

 

Rinneghi persino di avere le voglie, quelle di cui tutti ti avevano parlato, quelle che ti permetterebbero di essere coccolata a suon di fragole a gennaio, cioccolata calda a luglio e anguria a novembre. No grazie, non devo nemmeno ingrassare troppo o poi non rientrerò nei jeans.

 

Poi partorisci. Perdi i freni inibitori, il controllo del tuo corpo, il controllo del tuo tempo e il controllo del tuo spazio che diventa un tutt’uno condiviso con un tipo alto un pugno di centimetri che però comanda più di te e... appare più di te!

 

Eh si perchè una volta compiuto l’estremo atto dello “scodellamento” del nuovo bebé ti ritrovi ad essere una semplice ombra che deve adempiere non solo ai precedenti compiti che avevi conquistato (lavoro, cucino, preparo, lavo, stiro, pulisco), ma anche a tutti quelli nuovi che ti danno in omaggio con l’arrivo del pupo di casa (nutri, lava, pulisci, cambia, cura, accudisci, educa).

 

Insomma, comprendi troppo tardi che c’era una fregatura e che la fessa sei stata tu che quando potevi non ne hai approfittato. Ti sfreghi le mani e pensi... al prossimo vedremo.

Passa qualche tempo e - gioia e gaudio - aspetti il secondo figlio. Fermi tutti! Al diavolo le suffragette, al diavolo la parità dei sessi, al diavolo tutto quello in cui hai fermamente creduto.

 

“Ho male alla schiena! Ho voglia di gelato con la panna e Kebab e adesso devo riposare altrimenti svengo, tiè!” Sai già che ti aspettano nove mesi di gloria. Solo nove mesi, 40 settimane, al massimo 41 se proprio sei fortunata, un tempo limitato per poter godere dei vantaggi della gravidanza. Delle coccole, dei benefici del lamento costante, del relax dei crampi immaginari. Nove mesi, baby, sono tutti tuoi, sono qui per te e sai che devi seguire un solo mantra “Approfittane, ora o mai più”.

 

 

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