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Quando fare la nanna è un incubo

Passeggiate notturne per la casa, pianti disperati, fastidi... Fare la nanna può diventare un incubo e le lunghe notti di sonno diventano un sogno irrealizzabile per i genitori alle prese con i neonati. Cosa è giusto fare quando il bambino non dorme?

Seguiamo le regole degli Psicologi@Lavoro che spiegano in un loro lavoro le caratteristiche del sonno dei bambini e offrono consigli utili ai genitori su come intervenire.
Il sonno dei bimbi fino a 3-4 ani è molto leggero e muta molto velocemente, ma questi cambiamenti non sono mai identici in tutti i bimbi, ma cambiano in relazione al soggetto e al contesto.
Se le ore indicate in questa tabella fossero continuative, tutti i genitori sarebbero sereni e felici. Ma il sonno dei bambini è spesso un sonno disturbato e alternato. Si può parlare di insonnia infantile quando il bambino manifesta di frequente difficoltà a prendere sonno costringendo i genitori a iter che superano i 40 minuti, si sveglia facilmente e non riesce poi a riaddormentarsi.

Come intervenire in questi casi?
Si deve favorire l'autonomia del bambino senza però sfociare nel senso di abbandono.
Nel caso dei risvegli notturni prima di accorrere è necessario capire se il pianto è dato da un bisogno o da una semplice perdita di sonno. In questo secondo caso è preferibile attendere un po' perché l'intervento immediato potrebbe interferire con la sua capacità di portare avanti il sonno da solo.
Al contrario, se lo stato di agitazione aumenta è evidente che il bambino sta cercando consolazione e la presenza del genitore può aiutarlo a calmarsi.


Voi quale sistema utilizzate per addormentarlo?

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