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Ricetta frutta martorana

 La tradizione palermitana non si smentisce. Ogni festa, sacra o profana, è sempre legata al cibo. Terminata la festa di Ognissanti, domani si commemoreranno i defunti con “a fista ri morti”. Un halloween siciliano più allegro e divertente che inizierà con la ricerca dei regali al mattino. Si fa credere ai piccoli che i cari defunti abbiano portato dolcetti e regalini durante la notte.

La tradizione gastronomica lega alla festa dei morti “a pupaccena”, un concentrato di zucchero colorato dall’allegra forma di bambola e a “u cannistru”, il tradizionale cesto con i biscotti dei morti, scaccio, ovvero frutta secca, biscotti tipici come i tetù, taralli morbidi ricoperti di glassa bianca o al cioccolato, ossa ri mortu, cioccolattini e dolcetti di martorana, ovvero di pasta di mandorla detta anche Marzapane.

Il marzapane dall'arabo "marzaban", era un'unità di misura in uso a Cipro come sottomultiplo del moggio, una scatola in legno usata per spedire speciali dolci prodotti a Cipro con pasta di mandorle che prendevano la forma della scatola. Secondo leggenda, la Frutta di Martorana nacque nel convento annesso alla Chiesa eretta nel 1143 da Giorgio d'Antiochia, alto ufficiale del re. Con il marzapane le suore confezionavano piccoli dolci per la festa di Ognissanti. L'impasto veniva chiamato anche "pasta reale" in quanto degno di un re: nella fattispecie il normanno Ruggero II re di Sicilia.

Non avete ancora i vostri dolcetti? Ecco una ricetta, pratica e veloce da fare in casa.

 

Farina di mandorle (600 grammi), zucchero a velo (400 grammi) e acqua (1 tazzina con una fialetta di essenza di mandorle) ed ecco mamme e bambini sbizzarrirsi in forme nuove e tradizionali per la preparazione della martorana.

Per decorare: formine in gesso o terracotta, colori alimentari in polvere, pennelli e acqua.

Se non avete la farina di mandorle già pronta, tritate finemente le mandorle pelate  e versate in una ciotola grande. Aggiungete lo zucchero a velo. Iniziate a impastare e pian piano aggiungete l’acqua con la fialetta di essenza. Non lavorate troppo l’impasto. Dovrete ottenere un composto omogeneo e non troppo umido, ma se dovesse risultare granuloso, aggiungete gradatamente alcune gocce d’acqua e impastate ancora un po’.

Tagliate piccole porzioni del panetto di marzapane e, una volta inserita la carta velina nelle formine in gesso, mettete il composto in forma e date spazio alla vostra creatività
 

Pannocchie, castagne, fragole, fichi d’india.. ecco alcune forme allegre e divertenti da poter realizzare. Se non avete le formine in casa e non potete scendere ad acquistarle, create delle forme alternative con le vostre mani. Per esempio potreste fare delle palline con il composto e avrete delle allegre ciliegie da poter far realizzare anche ai vostri bimbi. Basterà decorarle con bastoncini o con gli appositi picciuoli in vendita nei fornitori delle pasticcerie.

Lasciate asciugare per tre ore prima di procedere con la decorazione. Sciogliete i colori alimentari in polvere in qualche goccia di acqua e iniziate a pennellare riproducendo i colori caratteristici dei frutti da voi scelti. Ecco pronta la frutta martorana per il vostro “cannistru”.


Anche il pranzo ha il suo cibo tradizionale: “a muffoletta schietta"  , grande focaccia condita olio sale e pepe  o "maritata ripiena di cipolla, pomodoro, tonno, sgombro, acciughe, insalata e altro.

E il vostro menu del 2 novembre cosa prevede?

 

 

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