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Save the children, la Sicilia è la seconda regione per povertà educativa

In Italia più di 1 bambino su 10 vive in povertà assoluta. In questo contesto difficile per i giovani, la Sicilia si distingue in negativo, è la seconda regione - peggio fa solo la Campania - per povertà educativa. Sono i dati principali che emergono dal nuovo rapporto di Save The Children, “Nuotare contro corrente. Povertà educativa e resilienza in Italia”, presentato in occasione del lancio della campagna Illuminiamo il futuro per il contrasto alla povertà educativa. L'Italia è un "Paese vietato ai minori" è il commento dureo dell'organizzazione. 

I dati della povertà educativa in Sicilia

Guardando ai dati locali, la Sicilia risulta inoltre la regione del Paese con le percentuali più alte di ragazzi che non leggono un libro, oltre 7 su 10 (quasi 73%); che non usano internet, più di 4 su 10 (circa 41%); di alunni senza mensa (81%) e di abbandono scolastico (23,5%).

Dal rapporto di Save the Children emerge che il nostro è un Paese dove i minori non riescono a emanciparsi dalle condizioni di disagio delle loro famiglie e non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali, sebbene siano moltissimi i luoghi abbandonati e inutilizzati che potrebbero invece essere restituiti ai bambini per favorire l’attivazione di percorsi di resilienza, grazie ai quali potrebbero di fatto raddoppiare la possibilità di migliorare le proprie competenze.

Tra le regioni italiane la Sicilia ha la percentuale più bassa (14%), dopo la Calabria (12%), di minori resilienti provenienti da famiglie svantaggiate, ovvero che riescono a superare ostacoli e difficoltà e a raggiungere le competenze minime sia in matematica sia in lettura, molto al di sotto della media nazionale del 26%.

La campagna per il recupero degli spazi abbandonati a Palermo

In occasione del rilancio della campagna Illuminiamo il futuro - giunta al suo quinto anno e attiva dal 12 maggio - Save the Children ha lanciato una petizione on line – disponibile su www.illuminamoilfuturo.it – per chiedere che tutti gli spazi abbandonati, spesso lasciati nel completo degrado, vengano restituiti ai bambini e siano dedicati ad attività sportive, educative e culturali gratuite. 

Tra questi, due sono a Palermo: l’asilo nido Galante al quartiere Danisinni e lo spazio di Via Coppi allo Zen 2.

La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata ai 10 luoghi vietati ai minori in Italia, individuati dall’Organizzazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi sottratti ai minori nel nostro Paese.

L'asilo "negato" ai Danisinni

L’asilo nido comunale “Galante” di Danisinni è chiuso dal 2007, dopo essere stata avviata una ristrutturazione per adeguamenti che non ha mai visto la luce e dopo una serie di annunci da parte delle amministrazioni locali, che ne hanno promesso il finanziamento per la ristrutturazione e la conseguente riapertura. Con la chiusura della struttura, che risulta in uno stato di degrado sia all’interno che nell’area verde limitrofa, la comunità del quartiere è stata private di un servizio fondamentale per bambini e genitori, che arrivavano anche dagli attigui Zisa e Cuba Calatafimi.

La  piazza "negata" allo Zen 2

Lo Zen 2, invece, non ha una piazza, un luogo dove i bambini possano giocare in tranquillità e senza pericoli. L'unico spazio di via Coppi, prevalentemente privato (solo due piccole particelle sono comunali) è una discarica a cielo aperto con carcasse di auto, scooter e materiali pericolosi come l’eternit, al momento destinato alla costruzione di edifici per servizi, ma modificato in verde pubblico con una variante inserita nel nuovo Piano regolatore dall’amministrazione comunale. Piano regolatore che non è ancora in vigore, perché non approvato dalla Regione Sicilia. Lo stesso spazio è stato inserito nella più ampia opera di riqualificazione del progetto RUIS, finanziato dal Piano Periferie del Governo nazionale e non ancora avviato.

"In Sicilia ci sono moltissimi spazi pubblici, che invece potrebbero fare la differenza ed essere utilizzati dai bambini e dai ragazzi che vivono in contesti svantaggiati per svolgere attività sportive, artistiche e culturali -  ha affermato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children -. Luoghi che per tanti di loro potrebbero rappresentare un’opportunità reale per riscattarsi, uscire dalle difficoltà più forti di prima, migliorare i loro risultati scolastici e coltivare capacità, sogni e aspirazioni. Dobbiamo fare di tutto per restituire ai minori questi luoghi e per incentivare la loro capacità di resilienza, la loro volontà e determinazione a nuotare contro corrente, a superare le onde degli ostacoli che sono costretti ad affrontare ogni giorno e a spezzare così finalmente il circolo vizioso della povertà". 

Le iniziative in Sicilia

Nell’ambito della campagna, inoltre, a partire dal 14 maggio è prevista una settimana di mobilitazione, con centinaia di eventi e iniziative in tutto il Paese, da nord a sud, in cui saranno coinvolte moltissime realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali che anche quest’anno hanno scelto di essere al fianco di Save the Children per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto alla povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educanti. Numerose le iniziative che anche in Sicilia, dall’evento conclusivo della stagione teatrale 2017/2018 che in programma il 15 maggio al Teatro Biondo di Palermo, che ha offerto ai bambini del Punto Luce di Save the Children nel quartiere Zisa la possibilità di assistere gratuitamente per tutto l’anno agli spettacoli, all’incontro con le scolaresche per la realizzazione di un laboratorio sui diritti dell’infanzia il 16 maggio in occasione della festa dell’Europa all’Euromed Carrefur di Palermo, tanto per citarne alcune. 

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