Mondo mamma
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Screening o amniocentesi?

 

Sono al secondo trimestre!

In questo periodo gli esami diventano un po’ più specifici e mi coinvolgono sempre di più. Ma soprattutto è il periodo delle scelte: screening o amniocentesi?

 

 

La ginecologa ci chiede cosa fare e ci informa che lo screening, che si può effettuare già alla 14° settimana, valuta la probabilità statistica che il feto possa essere affetto da una patologia cromosomica, e  si limita a suggerire o rafforzare l'idea di effettuare test diagnostici invasivi. Si tratta di un semplice prelievo di sangue con una percentuale di affidabilità del 70% e con possibilità di falsi negativi pari al 5%.

 

 

L’amniocentesi, che si può effettuare tra la 16° e la 18° settimana, invece, consente di capire se il/la piccolo/a è affetto da malattie genetiche legate al cromosoma x, malattie metaboliche del feto e difetto di sviluppo del tubo neurale. Si tratta di un esame più complesso e più completo, che ha un’affidabilità pari al 95% e che ti mette dinnanzi alla consapevolezza che non sempre la gravidanza è tutta rose e fiori, e la stessa attesa per l’esito dell’esame ti fa capire quanto tu sia già naturalmente legata al nascituro.

 

 

La scelta

 

A questo punto parte la domanda, farla o non farla?

 

I diversi dubbi che insorgono ti fanno abbandonare quello stato di "grazia" che avevi faticosamente raggiunto per metterti davanti a problemi concreti. Inizi a porti i più disparati interrogativi, tra l’altro più che giustificati: seppur minimo il rischio di aborto è lì dietro l'angolo, e allora meglio "rischiare" e sapere o "non rischiare" ma rimanere ignari e magari con un punto interrogativo enorme sulle condizioni di vita future del neonato rispetto a certe ipotetiche malattie?

 

Gli interrogativi si sommano sempre più, ma nessuna statistica e nessuno specialista potrà risolverli, l'unico modo per scioglierli sarà una ragionata "scelta di coppia"!

 

Il futuro è nostro, la nuova famiglia che si va a costituire sarà la nostra famiglia ed è fondamentale avere le idee chiare su ciò che si vuole e su ciò che si può dare ad essa. Non si può giudicare qualcuno in relazione alle scelte sul proprio futuro, ognuno di noi ha un percorso, una storia, una personalità ed un carattere diverso, con questi e con tanti altri fattori ci si deve confrontare per cercare di fare la scelta più coerente e "giusta" per sé, per il proprio partner e per la famiglia che si verrà a costituire.

 

Io e mio marito eravamo già d’accordo sul da farsi, perché era capitato di parlarne anche in tempi non sospetti, quando cioè non ci passava neanche per l’anticamera del cervello avere dei figli. Ma vi racconterò la nostra scelta nel prossimo post, adesso è ora di riposare.

 

Giuliana

 

 

 

 

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