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Solari e protezione della pelle: parola all'esperto

Iniziano le prime vere esposizioni solari per mamme in gravidanza e per bimbi piccoli. Il dilemma è sempre lo stesso: qual è il miglior solare da usare? Abbiamo intervistato il dottor Giuseppe Ferro, specialista in dermatologia.

 

Spesso leggiamo nelle confezioni dei solari 50+ o alta protezione. Che differenza c'è tra queste diverse scale di protezione? Come facciamo a scegliere quella giusta per noi e per i nostri figli?

La scala di protezione indica la capacità del filtro solare di difendere dall'insulto solare  misurata come durata di esposizione del tempo di eritema. Ciò significa che un fattore di protezione 50 porterà all’eritema solare dopo un tempo di esposizione 50 volte più lungo rispetto a quello previsto in assenza di protezione. I fattori di protezione solare vengono divisi in creme a basso fattore (SPF 6 e 10), medio (SPF 15 e 20), alto (SPF 30 e 50) molto alto (SPF 50+)

Il fattore di protezione solare più appropriato viene scelto tenendo in considerazione:
- Il tipo di pelle (più la pelle è chiara più la protezione deve essere elevata);
- l’età (i bambini richiedono un fattore di protezione maggiore);
- la località (altitudine e latitudine);
- la sensibilità di alcune parti del corpo (viso e seno sono i più sensibili);
- l’orario di esposizione (dalle 12:00 alle 16:00 le quantità di raggi UV sono più forti).

 

Cosa deve avere un solare per essere considerato efficiente?

Per essere considerato efficiente un solare deve proteggere da tutte le radiazioni UVA e UVB, essere fotostabile (non modificarsi con le radiazioni solari), non tossico, non sensibilizzante (non deve essere irritante), deve resistere all’acqua e al sudore, di facile applicazione e gradevole sulla pelle.

 

Ogni quanto tempo va applicato il solare per renderlo efficace e quanto tempo prima dell'esposizione?

Il solare va applicato 30 minuti prima dell’esposizione e successivamente ogni 2 ore.

 

La crema doposole per i bambini è utile? Se è si, che caratteristiche deve avere?

Un buon doposole è importante perché dopo l’esposizione al sole la pelle ha bisogno di idratarsi. Inoltre, spesso i raggi UV provocano fastidiosi arrossamenti, rendendo necessario lenire la pelle con un prodotto disinfiammante ed emolliente. Il latte idratante, essendo più fluido e più facile da stendere, è il più indicato per i bambini.

 

Che tipo di problemi possono insorgere in caso di eccessiva esposizione al sole per i bambini, come riconoscerli e come agire?

L’eccessiva esposizione solare può essere causa di eritemi di entità più o meno variabile, di scottature con lesioni come vescicole bollose e del colpo di sole. La terapia viene fatta in relazione all’entità del danno: le forme lievi di eritema vengono trattate con creme lenitive; nelle forme di eritemi più gravi si associa alla terapia topica quella con cortisonici sistemici; le lesioni con vesciche e bolle vengono trattate con creme antibiotiche (per evitare infezioni), cortisonici sistemici e soluzione saline (per evitare la disidratazione).
Nel colpo di sole il paziente presenta cefalea, vertigini, sudorazione, febbre alta. Per tale motivo deve essere posizionato al fresco con la testa alta, deve bere una soluzione salina e deve essere trattato con terapia antipiretica e antinfiammatoria. Nei casi più gravi può essere consigliati il ricovero in ospedale.

 

Spesso a mare possono capitare dei piccoli incidenti che con una giusta attrezzatura medica possono essere risolti. Cosa consiglierebbe di tenere in borsa alle mamme che vogliono avere un kit di emergenza sempre pronto?

Nel kit che le mamme devono tenere in borsa per eventuali emergenze durante una permanenza al sole si consigliano creme cortisoniche e antibiotiche, farmaci per uso sistemico cortisonici, antipiretici (tachipirina) e antibiotici, soluzioni saline e borse di ghiaccio.

 

In caso di prolungata esposizione al sole (magari durante una gita ) è meglio coprire il bambino con abiti protettivi e cappellini o usare un solare protettivo?

Sarebbe preferibile usare entrambi: oltre alla crema protettiva è utile fare indossare maglietta, cappellino ed occhiali da sole ai propri bambini durante l’esposizione ai raggi solari

 

Alle mamme in dolce attesa esporsi al sole fa male (una volta si diceva che così si riscaldava il liquido) o fa bene?

Il sole fa sicuramente bene alle donne in dolce attesa purché venga preso in maniera graduale evitando l’esposizione nelle ore di punta e utilizzando le dovute precauzioni.

 

In generale sono migliori i filtri chimici o quelli fisici? Può farci qualche esempio?

I filtri solari vengono divisi in chimici che assorbono le radiazioni solari (UV) e fisici che hanno proprietà riflettenti le radiazioni solari. Ad oggi non esiste il filtro solare ideale. Sebbene i filtri chimici abbiano una migliore maneggevolezza (uniformità dell’abbronzatura, gradevoli sulla pelle) non offrono un'ampia protezione nei confronti degli UVA e solo una discreta protezione verso gli UVB. Inoltre, affinché non siano essi stessi dannosi per la pelle devono essere filtri fotostabili cioè non andare incontro trasformazione dopo avere assorbito i raggi solari.

I filtri fisici hanno lo svantaggio di conferire un aspetto sbiancato alla cute e l’abbronzatura non è uniforme. Però danno una buona protezione sia nei confronti degli UVA che degli UVB. L’ossido di zinco ad esempio offre la più ampia protezione rispetto a qualsiasi altro composto.

 

Dott. Giuseppe Ferro
Specialista in Dermatologia e maattie veneree
Tel. 338-8223987
via Rocco Jemma 106 - Palermo

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