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SOS Tata

SOS Tata è un docu-reality in onda in Italia dall’autunno del 2005. Prodotto da Magnolia, viene trasmesso da Fox Life e in replica da La7.

 

Si ispira al format originale americano “Nanny 911”, arrivato ormai all’ottava edizione. Il programma ha per obiettivo aiutare i genitori in difficoltà con l’educazione di figli.

 

In ogni puntata le tre tate di riferimento ricevono un videomessaggio da parte dei genitori che chiedono il loro intervento. Le tate analizzano il caso e cercano di capire chi tra le tre sia la più idonea a quella determinata situazione. Poi la tata, spesso con mezzi singolari, va a casa della famiglia e ha una settimana di tempo per riportare un po’ d’ordine. Di solito i primi due giorni vengono dedicati alla pura osservazione, in cui la tata dice a tutti i componenti del nucleo familiare di fare come se lei non ci fosse.

 

Una volta individuati i punti deboli, comincia a intervenire stilando una serie di regole sia per i figli che per i genitori. Alla fine della sua permanenza la tata lascia loro un’affettuosa lettera di ringraziamento che la famiglia dovrà però leggere quando lei darà andata via. A partire dalla quarta stagione, inoltre, vengono considerate anche le famiglie “non tradizionali”, quelle con altri parenti oltre ai genitori o quelle con figli avuti da matrimoni precedenti.

 

Oggi però l’Associazione Culturale Pediatri si espone contro il programma per i metodi considerati inappropriati nell’educazione dei bambini e soprattutto contro l’esposizione dei minori nei reality show. In una lettera aperta al garante per la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, Vincenzo Spadafora, i pediatri chiedono di intervenire esprimendo indignazione per quello che è stato trasmesso sabato 14 settembre: un bimbo di soli 12 mesi è stato lasciato solo a piangere mentre la tata intratteneva la madre in cucina.

 

Per tutti quei minuti lo spettatore vedeva questo bambino aggrappato alle sbarre della culla che piangeva e urlava disperato. Poi è stato concesso alla madre di andare a coccolarlo per poco, il tempo di metterlo sotto le coperte e dargli il ciuccio. Il bambino a quel punto si era calmato, ma immediatamente dopo la madre andava via, lasciandolo di nuovo in un pianto straziante fino allo sfinimento, e quindi al sonno.

 

Questa tecnica, che viene descritta come educazione al sonno con l’estinzione graduale del pianto, al giorno d’oggi viene considerata superata, mentre viene considerato praticamente fisiologico per un neonato l’addormentarsi con il contatto con l’adulto. I pediatri sostengono che il metodo dell’estinzione graduale del pianto può seriamente minare la fiducia negli adulti e quindi in se stessi, interferendo con una sana relazione genitori-figli.

 

I pediatri dunque si battono soprattutto contro il ricorso in tv di questi sistemi, che trovano una violazione della dignità e dei diritti del bambino, contrariamente a quanto firmato nella Carta di Treviso (protocollo firmato il 5 ottobre 1990 tra Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa italiana e Telefono azzurro, in cui si regolavano i rapporti tra informazione e infanzia).

 

I pediatri chiedono così all’Authority di intervenire con regole più severe impedendo la trasmissione di immagini in cui i bambini si trovino in situazioni umilianti, stressanti o angoscianti.

 

 

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