Mondo mamma
754

Spese per gli asili nido, divario Nord-Sud anche per i bambini

asili_nido_bimbi piccoliAnche per i bambini si fa differenza tra Nord e Sud. Una triste realtà con cui bisogna fare i conti. Stiamo parlando, in particolare, del divario nelle spese per la costruzione e manutenzione di strutture a misura dei più piccoli.

Per capire il peso di tale discrepanza, basta fare un confronto tra quanto i grandi Comuni hanno speso nel 2012 per ogni cittadino in materia di nidi d'infanzia. L'Italia, in riferimento alle città più popolose, spende in media 70 euro, con una differenza abissale tra una città come Trieste, che ai piccoli (sempre nel 2012) destina 137 euro e una come Palermo, in cui si scende vertiginosamente a 31 euro pro capite.

Questo dislivello si evidenzia ancora di più in riferimento al numero dei Comuni che garantiscono il servizio, che passa dal 22,5 per cento del Sud al 76,3 per cento del Nord-est. Secondo un report effettuato dall'Istat, i bambini a usufruire di asili nido comunali finanziati variano dal 3,6 per cento dei residenti tra 0 e 2 anni al Sud Italia, al 17,5 del Centro. Ma non è tutto. Se è vero, infatti, che la spesa per i nidi nel 2012 è stata di 1 miliardo e 559 milioni di euro, il 19 per cento di questa è quella pagata dalle famiglie.

Sempre in riferimento al 2012/2013, risultano iscritti agli asili nido comunali 152.849 bambini da zero a due anni, con 2600 iscritti in meno rispetto all'anno precedente e con una percentuale di strutture che offrono il servizio ai bimbi ridotto dal 32,8 per cento del 2003/2004 al 50,7 per cento.

Facendo un salto indietro e tornando alla spesa pro capite, il Bel Paese risulta quindi diviso in due. Ad aggiudicarsi i primi posti sono città del centro-nord come Venezia (11,42 euro), Roma (117,93) e la già menzionata Trieste. In coda, nella parte più bassa della classifica il capoluogo siciliano e Napoli con 13,18 euro. Un record al contrario per la città di Messina, che nel 2012 spendeva per ogni cittadino una cifra davvero esigua: poco più di 3 euro a cittadino.

“La cosa importante - diceva l'archeologo inglese John Lubbock - non è tanto che ad ogni bambino debba essere insegnato, quanto che ad ogni bambino debba essere dato il desiderio di imparare”. E se questa è una sacrosanta verità, altrettanto vero è che per farlo servono anche i mezzi e gli strumenti adatti, perché una delle cose su cui non dovrebbero essere effettuati tagli e non dovrebbero sussistere differenze è proprio il presente di ciò che sarà il nostro futuro.

Autore: