Mondo mamma
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Storia di un parto in casa

Questa storia ha il profumo di casa, il sapore di pulito e il ricordo di un’intimità integra e rispettata, di un’attenzione scrupolosa ma discreta, di uno sguardo autentico verso i bisogni espressi e inespressi.

Carola è nata alle h 8.02 del 19 marzo 2015 nella nostra camera da letto, accolta dalla sua mamma e dal suo papà e da Nadia, Alice e Sandra .

La sera prima inizio a sentire qualche doloretto una volta che mi metto a letto. Verso l’una di notte, sveglio Matteo e decidiamo di avvisare le ostetriche: non ho contrazioni regolari né fortissime, ma essendo il terzo parto, non si sa mai, magari sarà tutto molto veloce!

Intanto decidiamo di chiamare Sergio (il nostro vicino di comunità), che porta Petra di là in casa sua con il suo lettino-
Nadia e Alice arrivano verso le 2.00, seguite da Sandra. Entrano in punta di piedi, con la voce bassa e il calore notturno di chi è stato svegliato in piena notte…ci accomodiamo in cucina e Matteo prepara thè e caffè, mentre io continuo con le mie contrazioni, sempre lievi e irregolari: ad ognuna di esse sento mani calde che mi massaggiano e mi coccolano e mi piace un sacco! Mi dispiace quasi che la contrazione finisca e intimamente desidero che la prossima non tardi ad arrivare…

Andiamo avanti così, ma senza che il travaglio vero e proprio parta: Nadia mi suggerisce una doccia e io decido di farla…mi rilassa ma allo stesso tempo mi dà modo di pensare che sono stanca e che le cose andranno per le lunghe, al contrario di ciò che immaginassi. Finita la doccia mi metto a letto, ho bisogno di riposare e Matteo si sdraia vicino a me; sento le chiacchiere di Sandra, Alice e Nadia in cucina e penso che è tutto così naturale, così “casalingo”…e mi rilasso davvero… sembra essere passata un’eternità e Nadia si avvicina al bordo del letto per chiedermi se la loro presenza possa in qualche modo interferire con il travaglio; mi dice che possono andare via e tornare domani oppure rimanere a dormire qui e aspettare che le cose seguano il loro tempo.

Nel frattempo Petra s’è svegliata e sento che piange tanto e che mi chiama ma è meglio che io non vada… Matteo fa su è giù dai due appartamenti (che fortuna vivere in comunità!!!)
Io sono molto stanca e penso al mio primo travaglio interminabile, e a come sia finito (ospedale con induzione con ossitocina, manovre invasive e ventosa) e Nadia deve aver inteso senza che io risponda e mi propone di visitarmi.

Credo che la mia faccia si sia illuminata: forse sapere “a che punto sono” mi aiuta a lasciarmi andare e a fidarmi dei tempi di questo travaglio.

4 centimetri.

Il bimbo (non abbiamo voluto sapere il sesso, ma io sono convinta che sia maschio) non riesce a incanalarsi ed è per questo che non ha ancora rotto il sacco.
Finita la visita, inizio ad avere contrazioni più forti e regolari e stranamente me le faccio tutte a letto sdraiata: così sto bene e sento che le cose iniziano a procedere…dopo un po’ di tempo Nadia mi propone di cambiare posizione e Sandra recupera lo sgabellino di Tommaso per farmi fare dei movimenti che aiutino il bimbo a incanalarsi bene.

Sono esausta e decido di camminare su e giù per il corridoio. Intanto dalle finestre inizia ad entrare la luce dell’alba e questo mi fa sentire bene, mi fa respirare.
Sandra mi chiede di cosa ho bisogno: io ho bisogno che i miei figli conoscano il fratellino prima di andare a scuola!

Nel frattempo sono le 7 di mattina: Tommaso si sveglia (ha dormito tutta la notte nella stanza accanto, senza accorgersi di nulla!!) e mi dice “mamma, sembravi un drago!”. Io lo bacio e con Matteo gli diciamo che sta per nascere il fratellino ma che fa un po’  il timido e lui gli parla e mi dice che ha un po’ di vergogna e che non vuole uscire, ma Tommy lo incita a uscire… poi va dai nostri vicini a prepararsi per andare a scuola.
Sento che le ostetriche si consultano di nuovo e percepisco che qualcosa si sta muovendo: infatti mi propongono tre stimolazioni “step by step” (ed io mi sento carica, mi affido e ubbidisco!-cosa che di solito non faccio mai!!) per far si che il sacco si rompa spontaneamente e la testa si incanali.
1- Tre contrazioni accovacciata
2- Scale della comunità
3- Camminata sulle montagne!!

Ok, mi accovaccio per terra e Sandra mi fa un massaggio sull’osso sacro e mi spinge con decisione per terra. Alla fine della terza contrazione mi sollevano velocemente e…..il sacco si rompe dopo poco!!!!
Sento che devo spingere.

Matteo mi sorregge da dietro mentre io mi accovaccio ai bordi del letto e inizio a spingere: Nadia è davanti a me con la lampada e tutto l’occorrente per il parto. Alice e Sandra sono accanto a lei.
Non riesco neanche a pensare al dolore delle spinte che sento la testa uscire e poi tutto il corpo…è nato… una bambina, che sorpresa!! In dodici minuti!!!

Matteo ed io la guardiamo emozionati e decidiamo che si chiamerà Carola, donna libera!
Che gioia, che felicità, la mia bambina sta bene, è bella, viene pulita delicatamente con un asciugamano e infatti non piange, fa qualche piccolo verso, è calma e profumata. La tengo fra le mie braccia e la amo profondamente.
Dopo poco esce la placenta, che è bella grossa, rossa e integra e io decido di far tagliare il cordone (non me la sento di curare anche lei!!): Sandra e Alice mi adagiano sul letto e con un amore e un rispetto indescrivibili mi puliscono e sistemano il letto e tutto ciò che hanno utilizzato per il parto…Sandra fa addirittura una lavatrice con gli asciugamani e le lenzuola sporche!!!
E allora sento che fuori la porta della stanza ci sono tutti. Li facciamo entrare!

Tommaso e Petra, Sergio, Nicoletta e Federico e Sara: tutti felici e sorridenti di fronte al miracolo della vita.
Tommaso bacia la sua nuova sorellina e Petra mi dà il suo biscotto e mi sorride!
Io mi sento in paradiso: a casa mia con mio marito e i miei bimbi e i nostri compagni di comunità e tre donne amorevoli, competenti, accoglienti, determinate, in ascolto dei nostri bisogni… non potevo desiderare di meglio per questo nuovo dono immenso che è la nostra Carola!

Grazie davvero a Nadia, ad Alice e a Sandra, per il vostro amore e la vostra professionalità.
Per la vostra capacità di ascoltare e di accogliere i nostri bisogni e le nostre esigenze.

Una mamma

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