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Svezzamento: quando introdurre la carne?

Abbiamo già parlato dello svezzamento, abbiamo visto quando introdurre la frutta e provato un'ottima ricetta per i frullati. Ma quando possiamo inserire anche la carne nella dieta del bambino?

 

L’introduzione di alimenti diversi dal latte avviene in media intorno ai sei mesi, ma in alcuni casi lo svezzamento può essere anticipato a 5 mesi, se il bambino è allattato artificialmente, o ritardato a 8 mesi, se allattato al seno e la madre è disponibile a continuare ad allattare.

 

Per ciascun pasto l’inserimento di ogni alimento nella dieta deve essere graduale. La prima pappa a essere introdotta è la minestra, da preparare con verdure e legumi. Dopo due o tre giorni, al brodo vegetale si aggiunge la carne. La carne, oltre a essere fonte di proteine contiene anche il ferro, tutti principi nutritivi fondamentali per la crescita.

 

La carne, però, non è di facile digeribilità e prima dei 5-6 mesi l’organismo del bambino non è in grado di assimilare le sue fibre, se non ridotte in particelle finissime attraverso l’omogeneizzazione che, inoltre, è garanzia di igiene e sicurezza.

 

Alcuni pediatri sostengono che sia preferibile iniziare dalle carni bianche dal sapore più delicato come agnello, coniglio e tacchino e, successivamente, introdurre pollo, vitello e manzo cotti con olio d’oliva e omogeneizzati.

Il pasto può essere completato con il semolino, con la crema di riso, crema di cereali, o con crema di mais e tapioca precotti e del formaggio: parmigiano o grana.

 

Se il bambino dovesse mostrare resistenza, è meglio non forzarlo. Basterà riprovare dopo un paio di giorni, tornando momentaneamente ai suoi sapori preferiti, per reintrodurre l’alimento gradualmente. È bene iniziare con qualche cucchiaino di brodo vegetale e dopo qualche giorno, se il bambino apprezza, introdurre nuovi alimenti e nuovi sapori, a partire dalla carne. Alcuni bambini hanno bisogno di più tempo per sperimentare nuovi sapori, ma poi apprezzano.

 

 

 



Come preparare gli omogeneizzati in casa

 

Se si preferisce cucinare in casa la pappa per il bambino, invece di acquistare omogeneizzati già pronti in vasetto, è possibile omogeneizzare la carne con il minipimer, il passaverdure o il frullatore, strumenti già presenti in casa. Questi apparecchi, però, tendono ad incorporare molta aria nei cibi, quindi, prima di servire la pappa è necessario farla riposare un po’.

In alternativa, in commercio si trovano gli omogeneizzatori al prezzo medio di 20 euro.

 

Per preparare gli omogeneizzati è importante scegliere carne di qualità e senza grassi. È consigliabile rivolgersi a un macellaio di fiducia e chiedere carne tenera per il bimbo.

Per la cottura è preferibile cuocere la carne in un tegame largo a vapore, per mantenere le proprietà nutritive dell’alimento, oppure bollirla nel brodo vegetale. Appena pronta, inserirla a pezzi nell’omogeneizzatore con una tazza di brodo vegetale per circa 3 minuti a velocità crescente. La consistenza deve essere quella di una crema, senza grumi.

L’omogeneizzato può essere conservato con un contenitore ermetico in frigorifero per 24 ore, oppure in freezer anche per 3 mesi.

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