• Valentina Bruno

A Nord e a Sud della città di Palermo nascono due biblioteche per bambini e ragazzi.

Si guardano da lontano i quartieri a nord e a sud della città, hanno conformazioni diverse, da un lato costruzioni nuove dall’altro il centro storico tra i più grandi d’europa, l’uno con la campagna l’altro vicino al mare, ma i bambini dei due quartieri hanno un nuovo luogo dove incontrarsi: la biblioteca!


Il 20 agosto di quest’anno alla biblioteca BOOq sono stati affidati nuovi locali, a piazza Kalsa, nel cuore del quartiere all’interno dell’ex convento delle Artigianelle di proprietà del Comune di Palermo.


Questa estate Giufà la biblioteca di quartiere dello Zen ha annunciato che nei suoi due anni di vita ha acquisito un patrimonio librario che cresce con una media di 3mila volumi l’anno.


BOOq nasce il primo di giugno del 2014 da un gruppo di persone, precari, studenti, studentesse e cittadine che insieme hanno liberato dei locali in vicolo della neve all'alloro restituendo alla città un luogo da troppo tempo abbandonato. Nei tre anni successivi sono stati la bibliofficina, “abbiamo immaginato un modo diverso di vivere e abitare la città, abbiamo fatto comunità con gli abitanti del quartiere e sono nate amicizie che continuano ancora oggi.” dichiarano sulla loro pagina facebook.


Nei nuovi locali di piazza Kalsa, BOOq, biblioteca e spazio di quartiere, metterà a disposizione della cittadinanza un patrimonio di libri per adulti e bambini, attrezzature per il fai da te e l’auto-costruzione, attrezzature multimediali, giochi e servizi.

La biblioteca e officina sarà uno spazio accessibile e inclusivo, con attività educative polivalenti che contribuiranno ad offrire occasioni formative ed esperienze ludiche e culturali ai bambini, ragazzi e alle famiglie del quartiere.


 

“Un altro importante momento di condivisione e collaborazione fra pubblico e privato, fra Comune, Associazioni, Fondazioni e tutto quel ricco mondo del ‘privato sociale’ che in questi anni ha dato tantissimo alla città. Alla Kalsa nascerà un nuovo polo culturale, dove per ‘cultura’ si intende un sistema di relazioni e servizi che crea e rafforza la comunità e il senso di appartenenza ad essa. Mettere i più piccoli al centro di questo percorso lo rende ancora più forte e significativo, più radicato nel quartiere e, allo stesso tempo, più votato al futuro”. Questa la dichiarazione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, intervenuto alla cerimonia di firma.

 

Sostenuta e voluta dalle associazioni che operano nel quartiere, booq apre grazie al sostegno del progetto Dappertutto. Territori e comunità per inventare il futuro, finanziato da Con i Bambini Impresa Sociale, avviato nel 2018 da una rete di associazioni e istituzioni con capofila il Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci. Sarà uno spazio dedicato ai bambini da 0 a 6 anni, alla socialità e all’accoglienza, un luogo fisico di fruizione e produzione culturale che garantisca l’accesso alla cultura per tutti.


Allo Zen la biblioteca di quartiere Giufà è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 9,30 alle 13,30, mentre il pomeriggio ci sono i laboratori per bambini e ragazzi.


“Lo spazio, fortemente voluto dal Laboratorio Zen Insieme, all'interno del Punto Luce di Save the Children Italia, è stato realizzato grazie all’Istituto della Enciclopedia Italiana – Treccani e Fondazione BNL, con un patrimonio librario costituito grazie al prezioso contributo dell'Otto per Mille della Chiesa Valdese e alle donazioni delle cittadine e dei cittadini, giunte attraverso una partecipatissima campagna di bookraising.

“La biblioteca di quartiere è un luogo del territorio, dedicato ai bambini, ai ragazzi e alle mamme, oltreché alle scuole. Un luogo accessibile che vuole sempre più rappresentare un presidio di cultura e socialità allo Zen - racconta il giorno della sua apertura Mariangela Di Gangi, Presidente dell’Associazione Laboratorio Zen Insieme – uno spazio dove conoscere, confrontarsi e leggere. E’ infatti solo attraverso un’azione sempre più diretta alla creazione di luoghi di sperimentazione e scambio che è possibile realmente contribuire allo sviluppo di una comunità educante”.


Si chiama Giufà come il noto personaggio della cultura orale e letteraria, bambino ribelle e alle volte dispettoso, un finto sciocco che riesce a cavarsela per l’originalità delle soluzioni, insofferente alle autorità e che riesce sempre a farla franca, leggiamo nelle parole di Valentina Morici, bibliotecaria dell’associazione.

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