• Valentina Bruno

Ricomincia la stagione del Teatro Ditirammu

Nello storico quartiere della Kalsa a Palermo, all’interno dei locali originariamente destinati alle scuderie di Palazzo Petrulla,

si trova il Teatro Ditirammu, che con i suoi 52 posti a sedere, è uno tra i più piccoli in Italia e certamente l’unico del genere in Sicilia.


Riparte la nuova stagione del Ditirammu tra prime produzioni, spettacoli per bambini e gli immancabili Ora vi cuntu.



Il primo spettacolo del ciclo per l’infanzia e i giovani è ANASTASIA, GENOVEFFA E CENERENTOLA una favola per bambini e adulti, con la regia di Emma Dante che ha curato anche i testi le scene e i costumi.

Il primo spettacolo è il 4 ottobre, di seguito il calendario delle repliche.


4 Ottobre 2019 – ore 18:00

5 Ottobre 2019 – ore 18:00

6 Ottobre 2019 – ore 18:00

11 Ottobre 2019 – ore 18:00

12 Ottobre 2019 – ore 18:00

13 Ottobre 2019 – ore 18:00

Teatro Ditirammu

via Torremuzza 6 – 90133 Palermo

Ufficio: (+39) 0916177865


Sinossi dello spettacolo

All’interno della casa dove Cenerentola fa da sguattera, la matrigna e le due sorellastre si presentano in maniera totalmente diversa da come invece appaiono all’esterno. A casa sono sciatte, malvestite, trasandate e per di più comunicano tra loro in un dialetto ricco di parole ed espressioni accese. Ma quando entrano a stretto contatto con l’alta società, negli ambienti aristocratici, i loro modi diventano raffinati e sensibili. Le tre arpie si riempiono la bocca di citazioni in francese, mostrando grande rispetto per le regole del galateo. La stessa cosa fa il principe: il suo disagio lo esprime in dialetto come se il dialetto fosse la lingua privata con cui i personaggi possono dire in tutta franchezza ciò che pensano. Ma anche la lingua della vergogna, quella che non si può, non si deve parlare in pubblico. Cenerentola è l’unica a usare sempre lo stesso linguaggio proprio perché non ha niente da nascondere: la sua disperazione è alla luce del giorno e la sua indole è nobile e gentile sia all’interno che all’esterno della casa. Tutto è giocato tra il dentro e il fuori di un paravento che definisce i luoghi dove si svolge l’azione. Ciò che non si vede è magico, ciò che è alla portata degli occhi è invece reale. Credo che sia più interessante sviluppare e stimolare la fantasia dei bambini attraverso un gioco di apparenze ed evocazioni. La bacchetta magica della fata non è potente quando trasforma la zucca in carrozza ma bensì quando ristabilisce la giustizia e aiuta l’amore a germogliare. La stessa cosa vale per il linguaggio: le parole dialettali, soprattutto di un altro dialetto, sono più misteriose, incomprensibili ma accattivanti nella danza e nel canto delle vocali. I bambini sanno lasciarsi andare all’esercizio della fantasia e bisogna aiutarli a praticarlo offrendogli la possibilità di rielaborare a modo loro le storie che ascoltano dagli adulti. Certo, gli indizi, il sentiero da seguire, la guida sono importanti ma il resto lo devono fare i bambini. La favola ha due morali. La prima è: bisogna essere la stessa persona sia dentro che fuori dalle mura di casa, con una coerenza costante e duratura, senza vergogna delle proprie radici e della propria identità. La seconda è: i cattivi non devono diventare eroi né tanto meno possono rimanere.


Al teatro Ditirammu c'è spazio anche per la scuola teatrale DitirammuLab di Elisa Parrinello, rivolta ai giovani dagli 8 ai 18 anni, luogo destinato al gioco-lavoro e al divertimento teatrale, gestita da esperti professionisti e insegnanti specializzati, la quale scuola ha già all’attivo la messa in scena di alcuni spettacoli teatrali.

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